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Archive for 30 settembre 2014

Clown_triste_1

Non so fino a che punto sia vero, ma ho l’impressione che in qualunque scritto, in qualunque discorso, persino nelle poesie, in tutte quelle parole in libertà mescolate tra di loro col nobile intento di suscitare emozioni, la prima cosa che un lettore, o ascoltatore, tenta istintivamente di cogliere, sia un segnale di speranza, un insegnamento o una battuta di spirito. E’ la presenza di queste positività, che per molta gente da un senso compiuto a certi pensieri, che l’impreziosisce. Per tale ragione, una qualsiasi esposizione dalla quale non traspaia almeno uno di questi elementi, non può suscitare, secondo me, particolare interesse né tantomeno, essere pienamente condivisa. Mi riferisco, ad esempio, a certi sfoghi, a certe amare considerazioni esistenziali, spesso dettate da un momento di smarrimento, oppure a certi consuntivi fallimentari fini a se stessi, privi d’aspetti propositivi. Queste costernazioni, normalmente, sarebbe opportuno che rimanessero confinate nell’ambito di intimi scambi, e non enunciate apertamente, tuttavia bisogna tenere presente che tra i fondamentali principi ai quali si ispirano tutte quelle anime che comunicano pubblicamente, per svago, per esercizio, per passione, per amore, senza alcuna remora, su qualunque argomento e con qualunque accento, e soprattutto, senza alcun fine professionale, e per nulla motivati da un’ossessiva ricerca di consenso e notorietà, come i blogger, vi è quello della condivisione incondizionata dei propri sentimenti e stati d’animo – qualcosa che, forse, più che un’ispirazione è un imperativo.
Ultimamente, anch’io mi sono lasciato andare a delle disamine che lasciano davvero poco spazio all’ottimismo, alla speranza, anche se giustificatamente – per la verità, anche scavando in passato … – così come tanti altri imbrattamonitor, e sono rimasto, inizialmente, abbastanza perplesso sull’opportunità o meno di rendere partecipe chiunque di certe mie vicende, di certi miei dubbi – quando si scrive, spesso, ci si fa prendere un po’ la mano, si perde un po’ di vista il fatto che, potenzialmente, potrebbe leggerci chiunque e chiunque potrebbe trovarci assolutamente patetici, evvabbé!! – ma poi, considerato il tutto, ho ritenuto di non dovermi astenere. Purtroppo, non sempre posso far leva sulla mia arma migliore, con le dovute proporzioni, ovviamente, un collaudato senso dell’umorismo e dell’autoironia, anche se, tra i miei più assidui lettori, c’era colei che con questo codice, e solo ed esclusivamente con esso, avrebbe voluto che mi esprimessi – o vuole ancora che mi esprima, ininterrottamente. Di questo ne sono certo.

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