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Archive for 12 settembre 2014

Semplicemente grazie

Chissà perché, ho sempre immaginato che far visita ai parenti dei defunti, negli attimi successivi al decesso, fosse un gesto poco opportuno, o quantomeno inefficace, se non addirittura un’indelicata intromissione. Mi son sempre detto: «Figuriamoci se in questi momenti posso essere di conforto a qualcuno. Forse non si accorgeranno neanche della mia presenza». A volte non ho partecipato neppure a funerali per questa ragione. Non è così! I parenti dei defunti non sono bestie ferite con i sensi ottenebrati dal dolore. I parenti dei defunti, sebbene profondamente angosciati, osservano, ascoltano, apprezzano. Discernono perfettamente tra abbracci sinceri e abbracci formali, forse ancor più che in un secondo momento, quando subentra la rassegnazione, e a tempo debito sanno essere riconoscenti.
Diceva Cesare Pavese, sebbene in un altro contesto: “Più il dolore è determinato e preciso, più l’istinto della vita si dibatte …” e quando l’istinto della vita si dibatte, nel tentativo, spesso vano, di opporsi ad una grave ingiustizia, i sensi sono acuti. Credo che sia questa la spiegazione. Ne terrò conto d’ora in poi, ciò nondimeno, intendo ringraziare, nella forma più profonda, tutte le persone che sono passate da qui, soprattutto quelle che hanno lasciato un messaggio, un saluto, un cenno d’affetto, una testimonianza, anche per altre vie, in altre forme.
Vi lascio con una poesia del mio adorato Edgar Lee Masters. La dedico al sottoscritto e a tutti quelli che si tormentano nel Dubbio …

Le Roy Goldman

«Che cosa farete in punto di morte,
se per tutta la vita avrete rifiutato Gesù,
e saprete a quel punto, che Lui non vi è amico?»
continuavo a ripetere io, il predicatore.
D’accordo! Ma ci sono amici e amici.
E benedetto tu sia, dico io, ora che so tutto,
tu che hai perduto, prima della morte,
il padre o la madre, o il vecchio nonno o una sorella,
un’anima bella che visse con forza la vita,
e ti conobbe a fondo, e ti amò sempre,
e non mancherà di parlare per te,
e fare a Dio un ritratto approfondito della tua anima,
come solo può fare chi è della tua carne.
Quella è la mano cui la tua mano tenderà,
perché ti conduca lungo il corridoio
fino al tribunale dove nessuno ti conosce!

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