Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for giugno 2014

babbuini_2

Correva l’anno 1985. Prime due settimane d’agosto. Nord della Riviera di Makarska, Croazia (all’epoca dei fatti: Jugoslavia), nei pressi di Spalato. I nomi esatti dei due alberghi, a 4 stelle, uno a settimana, e la loro precisa ubicazione, non li ricordo. Chiedo lumi a te, miss Posillipo (la mia compagna di vacanza), semmai dovessi trovarti a leggere questo post. Rammento solo che la quota giornaliera per la mezza pensione era di 30mila lire (15€ circa), irrisoria già a quei tempi.
La prima settimana trascorse egregiamente, senza alcun imprevisto: sistemazione ottima, spiaggia pulita e poco affollata, sebbene poco ampia. D’altra parte, trovare in Croazia un tratto di costa che non sia devastato da spuntoni rocciosi è davvero un’impresa. Principali attività diurne: sbracamento toltale ed escursioni su di un arcipelago antistante l’albergo. Attività notturne: “considerazioni esistenziali” in essenza di pivo, una specie di birra poco alcolica e dolciastra.
La settimana successiva, dopo aver sistemato i bagagli nel nuovo albergo, ci dirigemmo verso la spiaggia privata.

«Azz!! Qua pare ‘e stà a Mondragone!»

“Mamma che folla, Tommy, e mò che facciamo?”

«Incamminiamoci da quella parte, cara! Seguiamo quel sentiero; quello lì immerso in quella macchia mediterranea.»

“Ecco!! Cominciamo a dire fesserie! Chi ti ha detto che si tratta di macchia mediterranea?”

«Conosci, per caso, un posto di mare, e non solo di mare, dove non ci sta ‘sta cazz’ ‘e macchia mediterranea? ‘Sti posti so’ tutti uguali: sempre ‘e stesse piante.»

Dopo 300/400 metri …

“Noooo!!! Tommy, guarda quei due anziani che passeggiano … Come è possibile? … Torniamo indietro.”

«Hai! Hai! Miss Posillipo, sono sfiorato da un sospetto …»

“Quale sospetto? … Io mi sento in imbarazzo. Sembriamo due guardoni.”

«Non ti preoccupare, prosegui! Fai la tipa distratta.»

Superata una collinetta, una distesa di sabbia bianca, pulitissima, molto meno affollata della precedente e popolata, a perdita d’occhio, da culi, tette e sanguisughe giganti, senza un minimo rivestimento.

«Porca Troia!!»

“Oh! Mioddio!! Io me ne torno in albergo”

«Ma quando mai!! Stai calma! Ragioniamo un attimo … La spiaggia è bellissima; non c’è folla; il mare è uno spettacolo; nessuno ci conosce … ma che ce ne fotte!»

E fu così che iniziò la mia prima e unica settimana in una spiaggia per nudisti. Il primo giorno, abituati già a lunghi periodi di esposizione, tornammo in albergo come due babbuini. Quella sera camminammo tantissimo, fino allo stremo delle forze, senza mai sederci. Per un giorno e mezzo andarono a farsi benedire anche le considerazioni esistenziali. Il lieve disagio psicologico iniziale, invece, durò pochissimo, solo qualche minuto. Più passava il tempo, e più tutto ci sembrava nomale, naturale, spontaneo. E’ un’esperienza simpatica, liberatoria, che consiglio a chiunque. I racconti di maschi meridionali, retrogradi, costretti in campi nudisti, a pancia sotto, a lasciare la propria postazione al tramonto, dopo ripetute trivellazioni del sottosuolo, sono solo una leggenda metropolitana, non c’è che dire, soprattutto in posti come quelli, dove le femminucce non praticano (almeno a quei tempi) alcuna forma di depilazione. Ovviamente, di tanto in tanto, compariva qualche silfide teutonica, e magari qualcuna di queste non si curava affatto – chissà fino a che punto, involontariamente – di evitare di evocare antiche pratiche catartiche, quando si spalmava la crema, massaggiandosi in ogni dove, con gesti accurati e cadenzati. Per fortuna, in ogni angolo della terra, la natura offre sempre un rimedio per qualunque afflizione. Alle prime avvisaglie, VIA!! Un bel tuffo in acqua e tutto rientrava nell’alveo della normalità; tutto si ridimensionava … anche troppo!!

Read Full Post »

Uomo e lupi_1

“Credo che potrei voltare la schiena e andare a vivere con gli animali,

così placidi e contenti,

mi fermo e li contemplo per ore e ore.

Non s’affannano mai, non gemono per la loro condizione,

non vegliano al buio a piangere i loro peccati,

non mi danno disgusto discutendo sui loro doveri verso Dio,

nessuno è insoddisfatto, nessuno impazzisce per smania di possedere,

nessuno s’inginocchia davanti a un suo simile,

né ad altri della sua specie vissuti migliaia di anni fa,

nessuno è rispettabile o infelice per la terra universa.”

 

Walt Whitman, “Il canto di me stesso”

Read Full Post »

Un benvenuto all’estate con una bella canzone, molto allegra. Mi raccomando, non vi euforizzate troppo.

Read Full Post »

Patente_tommy_5

Presa a 7 anni , non so se mi spiego…

Read Full Post »

psicofarmaci

Foglietto illustrativo

Sono un tranquillante,
Agisco in casa,
funziono in ufficio,
affronto gli esami,
mi presento all’udienza,
incollo con cura le tazze rotte,
devi solo prendermi,
farmi sciogliere sotto la lingua,
devi solo mandarmi giù
con un sorso d’acqua.
So come trattare l’infelicità,
come sopportare una cattiva notizia,
ridurre l’ingiustizia,
rischiarare l’assenza di Dio,
scegliere un bel cappellino da lutto.
Che cosa aspetti,
fidati della pietà chimica.
Sei un uomo, una donna, ancora giovane,
dovresti sistemarti in qualche modo.
Chi ha detto che la vita va vissuta con coraggio?
Consegnami il tuo abisso,
lo imbottirò di sonno.
Mi sarai grato, grata, per la caduta in piedi.
Vendimi la tua anima.
Un altro acquirente non capiterà.
Un altro diavolo non c’è più.

(Wislawa Szymborska)

Read Full Post »

LupoSun_2

Ho appeso un quadro nella mia tana:

Ululati di dolore in una notte d’estate.

Frinire di cicale in essenze d’eucalipto.

Confessioni che sempre si somigliano

in notti di speranze e treni persi.

Scorgo sagome fluttuanti:

riflessi sfocati di voglie e nostalgie.

 

Odio notti d’estate

che non siano notti d’estate.

Che non lascino l’odore sulla pelle

di una stella trattenuta tra le dita

… per la vita.

Read Full Post »

donnachelegge

Non innamorarti di una donna che legge

Non innamorarti di una donna che legge,
di una donna che sente troppo,
di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa,
che sa di sapere e che inoltre è capace di volare,
di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride
o piange mentre fa l’amore,
che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica,
lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro.
Mai.

(Martha Rivera Garrido)

Read Full Post »

Older Posts »