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Archive for Mag 2014

parrucchiere

Laboratorio di scrittura teatrale. Tema della proposta: “Dal parrucchiere”

Proposta di Renna Tommaso.
Personaggi: LA SIGNORA GARGIULO; LA FIGLIA; ZIA LUCIA; LA TITOLARE; l’AIUTANTE

(Casavatore, periferia di Napoli – Negozio Coiffeur)

Sulla soglia del negozio, la signora Gargiulo, accompagnata dalla gigantesca zia Lucia, rivolge un vigoroso invito a sua figlia:

«Muoviti!!! …. Entra!!»
“Mamma!! Non voglio entrare … cazzo!”
«Marò!! Questo a tua madre? Io all’età tua di cazzo non me ne sono fatto scappare uno, E CHIAROOO!!»
ZIA LUCIA: “Cafona come suo padre … non c’è che dire”

Dall’interno del negozio …

LA TITOLARE: “Signora!!! Ha bisogno d’assistenza?”
L’AIUTANTE: “Sarà meglio ‘na corda.”

Vinte le ultime resistenze della figlia, con un violento strattone, la signora Gargiulo fa finalmente ingresso nel negozio. Improvvisamente ogni attività s’interrompe:

«Buongiorno e tutti, sono la signora Gargiulo. Questa è mia figlia Jasmine e questa è mia zia. Dovete scusarmi, sono mortificata, questa scostumata mi fa fare solo figuracce. Tutte queste storie per un’aggiustatina. Dovete sapere che suo cugino Aladdin, il figlio di mia sorella, ha superato gli esami di terza media, e i genitori hanno organizzato un bel ricevimento»
La TITOLARE: “WOW!! E per la festa del diploma, cosa avete pensato d’organizzare, una sfilata ai Fori Imperiali?”
LA SIG. GARGIULO: «Magari!! Sarebbe bellissimo, con tutte quelle trecce tricolori.»
LA TITOLARE: “Ma quello non è un problema, gliele offro io.

All’improvviso un violento fischio irrompe nella sala …

LA SIG. GARGIULO: «Ma chi è? … MARO’, ’O VIGGILEE!!»
L’AIUTANTE: “Forse avete lasciato il tappeto volante in doppia fila.”
LA SIG. GARGIULO: «Che sbandata!! … Torno subito.»

Intanto la figlia …

“Scusate non si può sentire un pò di musica qua dentro, nu poco ‘e Giggi D’Alessio?”
LA TITOLARE: “Uè! Uè! Ma sì venuta qua per ‘na messa in piega o ‘na messa cantata?”

Dopo pochi minuti, ritorna la signora Gargiulo …

«Mamma mia!! Che corsa … sono tutta sudata.»
LA TITOLARE: “Veniamo a noi signora. Che posso fare per sua figlia?”
LA SIG. GARGIULO: «Veramente vorrei ritoccare anche mia zia.»
L’AIUTANTE (sottovoce): “Ma che è ‘n’affresco?”
LA TITOLARE: “Vabbé!! Pensiamoci dopo, adesso cominciamo da sua figlia”
LA SIG. GARGIULO: «Dunque! Io per lei avrei pensato ad un paio di colpi … »
LA TITOLARE: “Di sole?”
L’AIUTANTE: “Noooo! … ‘e pistola!”
LA TITOLARE: “Me la perdoni, signora Gargiulo, la mia aiutante ha il senso dell’umorismo, scherza con tutti.”
LA SIG. GARGIULO: «Fate! Fate! Fate pure, io apprezzo l’ironia spinta: l’orgasmo.»
LA TITOLARE (dopo aver lanciato un’occhiataccia all’aiutante): “Torniamo a noi, non ci distraiamo … Questi colpi li facciamo vistosi o appena accennati?”
LA SIG. GARGIULO: «Non saprei … Io vorrei che mia figlia non sembrasse né una signora, né una bambina e neanche una giovinastra.»
L’AIUTANTE: “Senta signora, se vuole che sua figlia perda ogni sembianza umana può rivolgersi al negozio affianco, fanno delle ottime toelettature, si chiama “Amici a quattro zampe”
LA TITOLARE: “Non se la prenda, signora, oggi questa screanzata è particolarmente ispirata, chissà perché. L’importante è che lei rimanga soddisfatta.”

Dopo mezz’ora …

LA TITOLARE: “Ecco fatto!!! … Allora signora Gargiulo, le piace sua figlia?”
LA SIG. GARGIULO: «Béh! Tutto sommato … poteva andare peggio.»
LA TITOLARE: “La prego, signora, mi risparmi tutti questi complimenti. Passiamo a sua zia.”
LA SIG. GARGIULO: «Per lei avevo pensato ad una bella tinteggiatura.»
LA TITOLARE: «Lei è fortunatissima, ho un prodotto che fa proprio al caso suo., me l’ha procurato mio marito, fa l’imbianchino. E’ una tempera sintetica lavabile antimuffa, la base è bianca, però si può colorare.»
LA SIG. GARGIULO: «Certo che si deve colorare, magari un lilla leggero, come Rita Levi da Pietrelcina.»
LA TITOLARE: “E chi è?”
L’AIUTANTE: “Boh! … Deve essere una parente di Padre Pio.”
LA TITOLARE: “Ma statt zitt’, mannaggia a te … Scusi, signora, ma sua zia, io la vedrei meglio col rosso, la ravviva un po’, anzi, io la vestirei tutta di rosso.”
L’AIUTANTE (sottovoce): “Eccerto!! Accussì ‘a scambiano pe’ l’autobotte de pumpieri.”
LA SIG. GARGIULO: «Avete ragione!! Vada per il rosso … tanto rosso »

Dopo circa un’ora …

LA TITOLARE: “Finalmente!!! E’ finita l’opera”
LA SIG. GARGIULO: «Mamma mia!! Non mi piace proprio … mi pare Vanna Marchi.»
LA TITOLARE (con tono alterato): “Ma che vuò nu miracolo? ‘A prossima vota te ne vaje a Lourdes.”
LA SIG. GARGIULO (sbraitando): «Ma come vi permettete!! Io chiamo i carabinieri»
LA TITOLARE: “Ma chiamm’a chi cazz’ vuò tu: ‘e carabinieri, ‘o Genio da lampada, Ali Babà e i quaranta ladroni.”

La signora Gargiulo afferra violentemente la figlia e sua zia e si dirige in tutta fretta verso l’uscita. Giunta sulla soglia si volta indietro di scatto, tutta impettita…

«Ricordatevi che questa storia non finisce qui … IO HO UNA GROSSA INFLUENZA!!»
L’AIUTANTE (urlando): “E ALLORA SI FACCIA CURARE!!”

 

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funerale_pioggia

Funerale

“così all’improvviso chi poteva pensarlo”
“lo stress e le sigarette, chi poteva pensarlo”
“così, così, grazie”
“scarta quei fiori”
“anche per il fratello fu il cuore, deve essere di famiglia”
“con questa barba non l’avrei mai riconosciuta”
“se l’è voluto, era un impiccione”
“doveva parlare quello nuovo, ma non lo vedo”
“Kazek a Varsavia, Tadek all’estero”
“tu sola hai avuto la buona idea di prendere l’ombrello”
“era il piu’ in gamba di tutti, e a che gli è servito?”
“una stanza di passaggio, Baska non vorra’”
“certo, aveva ragione, ma non è un buon motivo”
“con la verniciatura delle portiere, indovina quanto”
“due tuorli, un cucchiaio di zucchero”
“non erano affari suoi, che bisogno aveva”
“soltanto azzurre, e solo numeri piccoli”
“cinque volte, mai una risposta”
“d’accordo, avrei potuto, ma anche tu avresti potuto”
“meno male che almeno lei aveva quel piccolo impiego”
“bé, non so, probabilmente parenti”
“il prete è un vero Belmondo”
“non ero mai stata in questa parte del cimitero”
“l’ho sognato la settimana scorsa, un presentimento”
“niente male la figliola”
“ci aspetta tutti la stessa fine”
“le mie condoglianze alla vedova, devo fare in tempo a”
“però in latino era più solenne”
“è la vita”
“arrivederla, signora”
“e se ci bevessimo una birra da qualche parte”
“telefonami, ne parleremo”
“il quattro o il dodici”
“io vado per di là’”
“noi per di qua”

 (Wisława Szymborska)

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Ragazza_lupo_1bis

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how-its-made

“Sai cosa penso Joe, che qualunque attività, considerata comunemente sconveniente o dannosa alla salute mentale, riservi sempre un risvolto positivo.”

«Béh, in una visione ottimistica e utilitaristica, potresti anche aver ragione.»

“I casi sono tanti, a cominciare dai più banali. Prendi, ad esempio, quelle persone pigre, svogliate, teledipendenti, che non escono mai di casa, che si privano di qualunque contatto umano, con la gente, con gli amici, e passano una vita intera inchiodate su una poltrona, a ingurgitare telequiz, documentari, talk-show, tutto questo non va considerato, in modo semplicistico, una chiusura, una perdita di tempo, a volte contribuisce a sviluppare una consapevolezza, una cultura generale, anche notevole. Per non parlare, poi, di quelli che spaziano in internet incessantemente, che s’interessano di scienze, di musica, di letteratura, di arte. Pensa quante informazioni, nozioni, spunti acquisiscono. Sono stimoli mentali, riflessioni, pensieri che, se attivati con continuità, portano inevitabilmente a sviluppare un punto di forza di un individuo, una potenzialità.”

«Altro che potenzialità, questi sono espedienti compensativi, Fred. Mi chiedo, funzionali a cosa?»

“Funzionali al raggiungimento di uno stato d’appagamento, tutto sommato, non tanto diverso da quello che si ricava praticando vita sociale, qualcosa che a che fare con l’amor proprio, con l’autostima, persino con un affrancamento.”

«Fred!! Non voglio apparire il solito pragmatico del cazzo, però le pratiche mentali che tu citi, a me sembrano essenzialmente elucubrazioni, e le elucubrazioni, se esercitate con troppa frequenza, e soprattutto, in solitudine, senza contraddittorio, assumono i connotati delle pippe. A questo punto, se proprio intendi riabilitarti misurandoti con chiunque, con i tuoi competitori, con la vita, col destino, sforzati d’individuare i tuoi punti di maggior resistenza, sui quali fare leva, dove si sono formati i calli, insomma, senza trascurare l’eventualità di un profitto economico, perché no! Io credo di sapere quali possano essere.»

“Dimmi! Dimmi!”

«Il tuo sprezzo per la vita, e la tua mano destra.»

“WOW!! Joe, mi sa che hai ragione. A questo punto potrei propormi come cavia umana ad un cartello di narcotrafficanti, per testare nuove droghe. Che ne pensi?”

«Manca una cosa»

“Continuando a masturbarmi, ovviamente!”

«Ah Ecco! … Adesso si!»

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Giochi d’ombra

Sobrio ma efficace …

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Renzi_il_magnifico_2

Nono so perché ma ci sono giorni nei quali mi sento orgoglioso di essere italiano. Molto, ma molto meno di essere del sud.

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«Che musica è questa? L’avrò sentita mille volte ma non conosco il titolo.»
Questa domanda me l’avranno posta almeno 50 volte. Se qualcuno tra voi e attanagliato dallo stesso dilemma, sappia che si tratta del famoso Minuetto di Luigi Boccherini, tratto dal Quintetto nr.5 op.11 in Mi maggiore.

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