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Archive for 15 febbraio 2014

velata

E quando incauta
in un vortice voluttuoso
d’ali e d’artigli
verrai a succhiarmi le labbra
l’infida lingua tua
saprà leccarmi
piaghe d’ansia e ferite
d’aspro sgomento
stimmate sull’animo mio
che disperato
ti bramava ormai insano.
In disadorno abbandono
l’alito di suadenti parole
che verrai a sussurrarmi
scenderà giù nei meandri
della mia mente rapita
a ridestarvi sogni e memorie
incubi gelidi e resti
consunti d’agonie
vissute e vinte in extremis.
Avide l’unghie tue stasera
cercheranno i miei polsi
per sommettermi ignudo alla resa
d’ogni mio impulso vitale
ma nella stretta avvinti
nascerà amara la voglia
d’allacciare corpi e sospiri
sangue e lacerazioni
in un violento ultimo rogo
di sfrenate passioni.
Resterà in alto la luna
e gli ululati di belve in calore
grandine e neve nell’aria
e s’alzerà il vento sul litorale
e l’onde verranno a frangersi
gonfie d’orgasmo e d’ira
sui lividi scogli
delle mie spoglie illusioni.
E sarà allora
tra le frasche d’un greto
dopo un volo in un vicolo cieco
contro un muro tra i sassi
o sul viscido pavimento del cesso
d’una stanza in affitto
d’un oscuro albergo diurno.
Difficile sarà respingere
sull’orlo dell’orrido abisso
il tuo maligno disegno.
Vano amplesso incestuoso
Sorella Morte stanotte
non te n’andrai delusa.

(Vittorio Fioravanti)

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