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Archive for 17 gennaio 2014

amore-

Un amore felice

Un amore felice. E’ normale?
è serio? è utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito.
I primi qualunque tra un milione ma convinti
che doveva andare così – in premio di che? Di nulla;
la luce giunge da nessun luogo –
Perché proprio su questi, e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Si.
Ciò offende i principi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Si, infrange e butta giù.

Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto.
In che lingua parlano – comprensibile all’apparenza.
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano
sembra un complotto contro l’umanità!

E’ difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.

(Wislawa Szymborska)

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kern  (1 – 10)

“- Dove posso trovare abba Staziano? – chiese un viandante ad un monaco di Celle.
Questi rispose:
– È nel recinto dei maiali. Lo riconoscerai perché ha un cappello in testa.-”

—–

“- Sei troppo severo con le nostre giovani donne – rimproverò un giorno un uomo del mondo ad un anziano – Sono tutte ottime figliole.-
L’anziano ribatté:
– Se sono tutte ottime figliole, da dove vengono le cattive mogli?”

—–

“Un ladro penetrò una notte nella cella di un anziano. Mentre frugava dappertutto, udì una voce:
– Amico! Perché cerchi nel buio ciò che neppure alla luce del sole potresti trovare?-”

—–

“Un monaco di Scete, assalito dal demone dell’angoscia, andò a far visita ad abba Serafino. L’anziano, vedendolo molto turbato, gli disse:
– Per prima cosa, fratello, deponi ogni agitazione. Stenditi su questa stuoia e rilassa le tue membra. Poi dimmi, con grande sincerità, tutto, assolutamente tutto quello che vedi nella tua angoscia.-
Rispose il monaco:
– Per prima cosa, abba, vedo che il soffitto della tua cella ha proprio bisogno di essere ridipinto.-”

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“Abba Macario aveva un cane che lo seguiva fedelmente ovunque. Un giorno, mentre camminava nel deserto, fu raggiunto da un contadino che gli disse:
– Abba, oggi il tuo cane ha mangiato una mia gallina!-
– Hai fatto bene a dirmelo – rispose l’anziano – Così, questa sera non gli darò cibo.”

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“A una celebrazione liturgica, un padre tenne un’omelia. Al termine della sinassi, un anziano chiese a un altro:
– Che cosa pensi di abba Marco come predicatore?-
– Mi è sembrato il nostro grande abba Antonio –
– Ma abba Antonio non era predicatore!-
– Appunto.”

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“Abba Daniele era noto per la sua dolcezza e la misericordia verso i peccatori. Un giorno, venuto a confessare un ammalato, lo trovò un po’ reticente.
– Io non insisto – disse – perché tu ti confessi. Non voglio che la paura ti faccia prendere una decisione affrettata. Dormici sopra. Se domattina ti svegli, chiamami.”

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“Di due eremiti, uno era attivo ed energico, l’altro pigro e indolente. Il secondo passò un giorno accanto alla capanna del primo e vi vide intorno un orto magnificamente coltivato. Disse allora il secondo:
– Che splendore riesce a fare la mano dell’uomo, con l’aiuto di Dio!
Rispose il primo:
– Detto fra noi, avrei voluto che tu vedessi in che stato era ridotto questo terreno quando il Buon Dio era il solo ad occuparsene!”

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“Un padre, a causa di eccessive veglie e digiuni, si accorse che la sua memoria era diventata troppo debole. Si recò allora da un anziano per chiedere consiglio:
– Abba – gli disse – la mia memoria si è fatta troppo debole e…-
– Continua, fratello. Dunque, la tua memoria si è fatta troppo debole e…-
– Ho dunque detto io che la mia memoria si è fatta troppo debole?”

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“Un fratello chiese un giorno ad un anziano:
– Che cosa vuol dire in verità: “Non nominare il nome di Dio invano?-
– Che non si deve bestemmiare senza una ragione.”

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