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Archive for 8 novembre 2013

Non so che pensare

stupro

E’ di oggi la notizia dell’arresto di un miliziano somalo ritenuto uno degli organizzatori della traversata dalla Libia all’Italia conclusasi lo scorso 3 Ottobre con il tragico naufragio, nel quale hanno perso la vita 366 migranti.
Dalle ricostruzioni degli inquirenti, è emerso che l’organizzazione di trafficanti ha lavorato secondo uno schema ben preciso. I migranti sono stati intercettati nel deserto e, sotto la minaccia delle armi, sono stati trasferiti in luoghi di detenzione nel sud della Libia. A questo punto ognuno di loro è stato obbligato a contattare un proprio familiari all’estero e far versare su dei conti correnti una cifra compresa tra i 3.300 e i 3.500 euro. A pagamento avvenuto, i profughi sono stati trasferiti sulla costa libica dove è stato imposto un’ulteriore tributo di circa 1.500 euro, per il “biglietto” della traversata verso al Sicilia. Oltre a ciò, i magistrati hanno anche raccolto la testimonianza di circa venti ragazze, tutte sistematicamente stuprate. Alcune stuprate ancor prima di partire, nella loro terra d’origine, da ribelli armati, poi stuprate dai trafficanti durante in tragitto, e in ultimo dai loro complici libici, prima della traversata. Alcune di esse sono state addirittura offerte in dono a dei gruppi paramilitari. Detto questo, mi sorge un interrogativo, che esporrò alla fine di questa banalissima premessa.
Di atti di violenza di ogni genere, stupri, saccheggi, torture, si sono macchiate un po’ tutte le civiltà, nel corso dei secoli, per via di un’arretratezza diffusa, di atavici istinti di conquista, di asservimento, di sopraffazione, e bla, bla, bla  … Naturalmente, col progresso, con la civiltà, con la cultura, con l’istruzione, si sono sempre più venuti affermando i principi di solidarietà, di rispetto e di difesa della dignità umana, dei più elementari diritti individuali, collettivi, sociali, familiari, etnici, e chi più ne ha più ne metta … L’aspetto che poco comprendo, è il concetto di universalità di tali principi. Se da più parti si afferma che tale universalità sia un dato accertato, per effetto della globalizzazione, più precisamente, per l’attuale capacità di diffusione su scala planetaria di qualsiasi forma d’espressione umana, compresa l’enunciazione di qualsiasi diritto, appare inconcepibile che quest’ampiezza non abbia prodotto un positivo “contagio”, che non abbia, cioè, sospinto una diffusa emancipazione, aldilà delle diversità religiose e culturali tra i vari popoli, dal momento che si parla di valori largamente condivisi.
Concludendo, certi fenomeni di aberrante disumanità, non trovano alcuna giustificazione nella smania di riscatto, nel risentimento radicato in certe etnie. Si tratta di violenze assolutamente gratuite e bestiali.
A volte mi viene l’atroce sospetto (tendenzialmente razzista), che i rappresentanti maschi di certe popolazioni esotiche, comunque raggiunte dagli echi della modernità, si caratterizzino mediamente per una certa “refrattarietà” mentale, chiamiamola così: una sorta di tara … chissà!
Forse parlo per rabbia … anzi … sicuramente.

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