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Archive for novembre 2013

brunei-15

Vita da maggiordomo (i rischi del mestiere)

Toc toc « E’ permesso? »

“ Un attimo!! Vengo subito!! ”

« No! No! Non si disturbi, pregiatissima principessa Mariam, volevo semplicemente dirle che è attesa nella sala degli incontri da sua altezza eminentissima del Brunei Sultan Haji Hassanal Bolkiah Al-Mu’izzaddin Waddaulah ibni Almarhum Sultan Omar Ali Saifuddien Sa’adul Khairi Waddien »

“ Perdonami Ambrogio, avevo l’asciugamano in testa. Potresti ripetermi quel che ha detto? “

« Che me ne torno a lavorare in Italia »

“ Davvero!?! E al servizio di chi? “

« Zio Ugo »

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escort

Vita da escort (i rischi del mestiere)

Ho l’impressione,
carissima amica,
che darla al vecchiardo

ti costi fatica.

Ti fingi mestruata
appena ti spoglia,

sperando che al porco
gli passi la voglia?

Con questo fare
testardo da mulo,
non trovi dispensa,
ma i calci nel culo.

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IPSE DIXIT (‘a seccia)

La Tana

Sapete chi è un comunista? “ Colui che sostiene, adotta o si ispira ai principi del comunismo, ovvero a quella dottrina economico-sociale che, riconoscendo nella proprietà privata dei beni e dei mezzi di produzione, la causa dei contrasti e delle ingiustizie che caratterizzano la società divisa in classi, perviene a teorizzare un tipo di società senza ceti in cui i beni sono di proprietà collettiva.”
Che tali intenti, nel corso della storia, abbiano subito strane derive, che non siano stati mai realizzati nella loro interezza (forse, neanche in parte), evidenziando una certa inapplicabilità di fondo, è sotto gli occhi di tutti, ciò nonostante, migliaia e migliaia di individui, tra i quali il sottoscritto, hanno fondato il proprio orientamento politico ed esistenziale riferendosi proprio a quegli ideali. Valori intrisi di sentimenti di libertà, di uguaglianza, di umana solidarietà, di difesa della dignità umana, che pure il Cristianesimo evoca, integralmente. Dogmi strenuamente…

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Coppia in bronzo_2

Caro saggio, ultimamente ho letto questo tuo ammonimento:
« Quando sei veramente adirato con qualcuno che ti ha mortalmente offeso e decidi di ucciderlo per lavare l’onta, prima di partire siediti, carica ben bene di tabacco una pipa e fumala. Finita la prima pipa, ti accorgerai che la morte, tutto sommato, è una punizione troppo grave per la colpa commessa. Ti verrà in mente, allora, di andare a infliggergli una solenne bastonatura. Prima di impugnare un grosso randello, siediti, carica una seconda pipa e fumala fino in fondo. Alla fine penserai che degli insulti forti e coloriti potrebbero benissimo sostituire le bastonate. Bene! Quando stai per andare a insultare chi ti ha offeso, siediti, carica la terza pipa, fumala, e quando avrai finito, avrai solo voglia di riconciliarti con quella persona.», e di farti un esame spirometrico, aggiungo io.
Caro saggio, tutto ciò che hai detto, rivolto alle persone come me, non ha il ben che minimo significato. Tuttavia, io credo che tu possa darmi comunque un prezioso consiglio, in senso diametralmente opposto, però. Mi spiego meglio. Lo farò con un esempio. Immagina due statue, una di bronzo e una di steatite, la famosa pietra ollare. Ad un certo punto, vengono investite entrambe da una potente fiamma. La statua in metallo si riscalderà immediatamente, colorandosi di rosso e poi di giallo. Al tempo stesso inizierà a surriscaldare l’ambiente tutt’intorno, fino ad investire lo stesso screanzato che aveva diretto la fiamma su di essa, dissuadendolo dal ripetere l’esperimento. La pietra ollare, invece, non mostrerà alcuna reazione evidente. Inizierà ad incamerare calore con molta lentezza. Una volta spenta la fiamma, paragonabile ad un’offesa, la prima statua, con la stessa velocità con la quale si è riscaldata, si raffredderà immediatamente, mentre la seconda conserverà una temperatura costante, un tepore assimilabile all’inquietudine, per ore, giorni, settimane, persino mesi se non addirittura anni. Ovviamente, in presenza di un’intensa e persistente fonte di calore, anche la pietra ollare cede, ma lo farà in modo diverso dal bronzo. Se il primo al massimo si deforma, questa esplode, al pari delle persone estremamente impulsive: le statue di Semtex.
Detto questo, credo che tu abbia compreso che io mi considero una statua di steatite, e in funzione di ciò ti chiedo: esiste una tecnica collaudata, escluse le pipe, delle quali, tra l’altro, ne faccio già un uso smodato, per ridurre l’inerzia termica ed aumentare la reattività? Oppure devo rassegnarmi, facendo di necessità virtù, a passare il resto dei miei giorni a tenere in caldo delle belle, tenere, invitanti e gustose fiorentine? (non male come ripiego, in ogni caso)

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La Tana

Un sussulto

Concediti un sussulto di dignità,
di misericordia:
non sono carne da godere o da macello,
sono creatura come te,
contraddittorio impasto di cielo e di terra,
di miele e di dolore.
Devi accettarmi, non plasmarmi
-come argilla il vasaio-
Sono pesanti le tue mani,
magli che illividiscono
e spaccano la pelle,
aprono rivoli di sangue,
lacrime ed orrore.
Non appartengo a te
né a nessun altro, sappilo:
io sono della stessa materia delle stelle,
degli acini che si gonfiano nel grappolo,
della linfa che vivifica i tronchi
e fiorisce gemme a primavera.
La mia anima è ovunque, credilo:
nelle maree lievitate dalla luna,
nei movimenti delle posidonie sui fondali,
nel frullio d’ali degli uccelli,
nel vibratile sussurro della neve.
Non è forza la tua,
è solo debolezza vigliacca
che m’umilia e t’umilia,
che recide ogni filo della trama
tessuta un giorno insieme.
Perché l’anima, sai, non si possiede

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Ruby

Sono in arrivo carte dal Marocco che accertano che Ruby è una bambola gonfiabile!

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Foer

« A me piace vedere le persone riunite, forse è sciocco, ma che dire, mi piace vedere la gente che si corre incontro, mi piacciono i baci e i pianti, amo l’impazienza, le storie che la bocca non riesce a raccontare abbastanza in fretta, le orecchie che non sono abbastanza grandi, gli occhi che non abbracciano tutto il cambiamento, mi piacciono gli abbracci, la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno.»
Jonathan Safran Foer, “Molto forte, incredibilmente vicino”

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