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Archive for 31 ottobre 2013

Cosa avrà voluto dire?

coppia_sulla_panchina

Ci sono frasi che s’imprimono nella mente come le orme sul bagnasciuga, durano un nulla. Sono le frasi palesemente scontate, demenziali, rozze, volgari. Poi ci sono quelle che feriscono, che suscitano amarezza e delusione. Sono le frasi ingiuriose, spietate, diffamatorie, offensive, quelle che spesso si rispediscono al mittente. Sebbene più insidiose, tendono anche queste a non lasciare traccia, soprattutto se infondate. Ovviamente esistono anche le frasi che si fissano per sempre, con consapevolezza: frasi d’amore, frasi d’autore, frasi d’encomio, di riconoscenza.
In ultimo ci sono le frasi che lasciano interdetti, senza parole. Sono quelle asserzioni logiche ma al tempo stesso insolite e imprevedibili, che assieme a quel quesito che sempre s’accompagna: cosa avrà voluto dire?, s’insinuano nel cervello in modo subdolo. Se ne stanno silenziose in qualche anfratto e di tanto in tanto fanno capolino. Una di queste mi angoscia ciclicamente. Sintetizza la caducità della vita. La mia mente si rifiuta di rimuoverla definitivamente, non so perché. Forse perché non è sufficientemente banale (onestamente, non lo è per nulla) o forse perché, per una forma di masochismo innato, ritiene doveroso ricordarmela proprio nei momenti più bui.
La frase in oggetto (un passaggio conclusivo) la proferì ad una mia amica suo marito, in un momento d’intimità, presumo a scopo “consolatorio”…. boh! Lei scomparve pochi mesi dopo per un tumore.
« Ci pensi, cara, tra cent’anni, non ci sarà più neanche nostra figlia »

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