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Archive for 18 agosto 2013

Confessione donna (stampa Ottocento)

“ Contessina di Cremona!
che sorpresa, quale onore,
ospitar la sua persona
nella casa del signore ”

–  La scongiuro padre Piero,
mi confessi urgentemente,
ho un terribile pensiero,
una cosa assai indecente.

Tempo fa ero a Pavia,
alla strada dei Mercanti,
quando all’atto d’andar via
mi si paran due furfanti.

Un di loro si avvicina
ed armato di coltello
dei vestiti mi rapina,
mi sottrae ogni gioiello.

Poi inveendo con la bocca,
e con fare molto osceno,
dappertutto lui mi tocca,
gambe, cosce, vita e seno.

Ero ormai preda del folle,
sottomessa al suo volere,
quando sorte grata volle:
si presenta un cavaliere.

Scende lesto da cavallo
e con modi da smargiasso
con tre colpi di randello
i due turpi manda a spasso.-

« Sono il Duca di Avellino,
cavaliere di gran razza;
a guardarti da vicino
sei una splendida ragazza.

Io da tempo t’ho già in mente
e ti sogno anche di giorno.
Ti sospiro ardentemente
e ti giro intorno intorno.

Or vedendoti qui spoglia,
col tuo volto bene in vista,
provo solo una gran voglia:
trasformarmi in grande artista.

Ritrarrei con mani esperte
del tuo viso la sua grazia,
le tue labbra semiaperte;
della vista la delizia »

– Ad udir codesta frase,
proferita ardentemente,
un tremore mi pervase
e arrossì pudicamente.

Lui s’accorse della cosa
e con far di circostanza,
mi baciò come una sposa;
non opposi resistenza.

Poi tenendoci per mano
ci appartammo in un momento
e l’intento del villano
portò lui a compimento.

Da quel dì altri momenti
passo ancor con lo straniero
e già avverto sentimenti
di passion, d’amore vero

Or le dico padre Piero,
io son già sposa promessa
ma a quel prode condottiero
donerei tutta me stessa.-

“ Tutto ciò, cara fanciulla,
si risolve, stia sicura,
contro il fuoco il senno è nulla.
Questa è legge di natura.

Ora via! Senza temere,
serva il conto al suo promesso
e assecondi il cavaliere,
…per amor questo è concesso.”

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