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Archive for luglio 2013

bambina e lupo

Le città al pari delle foreste, hanno antri in cui si nasconde tutto ciò che esse hanno di più cattivo e di più terribile. Solo che, nella città, ciò che si nasconde così è feroce, immondo e misero, cioè brutto; nelle foreste, ciò che si nasconde è feroce, selvaggio e grande, cioè bello.
Tana per tana, quella delle bestie è preferibile a quella degli uomini. Le caverne sono meglio dei tuguri.

Victor Hugo, “I miserabili”

 

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Se per un anno

« Le persone condividono i libri che amano. Vogliono trasmettere ad amici e familiari il benessere che hanno provato quando lo hanno letto e le idee che hanno trovato in quelle pagine.
Condividendo un libro amato, si sta cercando di condividere la stessa eccitazione, il piacere e i brividi della lettura. Per quale altro motivo farlo?
Condividere l’amore per i libri e per un libro in particolare è una bella cosa. Ma è anche un gesto delicato, per entrambe le parti.
Il donatore non sta esattamente mettendo a nudo la propria anima perché l’altro possa darvi un’occhiata ma, quando offre un libro dicendo che è uno dei suoi preferiti, è come se lo stesse facendo.»

Nina Sankovitch, “Se per un anno una lettrice”

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Ralph

In anni di letture spicce e approfondite sull’argomento dell’autostima, da persona insicura, poco equilibrata e soprattutto impietosa nei propri confronti, quale sono, mi è capitato di leggere aforismi e citazioni d’ogni genere, tratte da saggi, prontuari, manuali, guide, testi e chi più ne ha più ne metta, ma raramente sono rimasto colpito da pensieri originali, che non cadessero nella retorica e nella banalità, come questi che vi propongo, ad esempio, di Ralph Waldo Emerson, estratti da “Fiducia in se stessi” … appunto!!

“ È facile, nel mondo, vivere secondo l’opinione del mondo. E’ facile, in solitudine, vivere secondo noi stessi; ma l’uomo grande è colui che in mezzo alla folla conserva con perfetta serenità l’indipendenza della solitudine. “

“ Ognuno dovrebbe imparare a scoprire e a tener d’occhio quel barlume di luce che gli guizza dentro la mente più che lo scintillio del firmamento dei bardi e dei sapienti. E invece ognuno dismette, senza dargli importanza, il suo pensiero, proprio perché è il suo. E intanto, in ogni opera di genio riconosciamo i nostri propri pensieri rigettati. Ritornano a noi ammantati di una maestà che altri hanno saputo dar loro. “

“ Quali graziosi oracoli ci offre la natura nel viso e nel comportamento di fanciulli, di infanti e perfino di animali! Essi non hanno mai quell’umore d’incertezza e riluttanza, quella sfiducia che s’impossessa di noi solo perché la nostra aritmetica ha calcolato le forze e i mezzi che si oppongono ad un nostro proposito. ”

“ Una stupida coerenza è l’ossessione di piccole menti, adorata da piccoli uomini politici, filosofi e teologi. Con la coerenza una grande anima non ha, semplicemente, nulla a che fare. Tanto varrebbe che si occupasse della sua ombra sul muro. Dite quello che pensate ora con parole dure, e dite domani quello che il domani penserà con parole altrettanto dure, per quanto ciò possa essere in contraddizione con qualunque cosa abbiate detto oggi.”

“ Appare meritorio il leggere, ma non congedare con leggerezza la convinzione stampata nel tuo petto che lo stupido pensiero più trascurato, l’emozione spontanea meno significativa che ti appartiene è per te molto di più delle biblioteche.”

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portafiori

” Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini; prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici; apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi; lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola o del riscatto da una condizione sociale; sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo.”

Bessie Anderson Stanley

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I giusti

jorge-luis-borges

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore ed una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Jorge Luis Borges, “La cifra”

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Poveri noi

berlinguer

Una volta i politici, di qualunque schieramento, non s’improvvisavano tali ma si “formavano”. Esisteva una sorta di scuola della politica. Gli aspiranti, i portaborse, i militanti, tutti, più o meno, partecipavano attivamente alla vita politica, a cominciare dalle sezioni. Io partecipavo soprattutto ai festival, altro che cazzeggiare in internet.
Assistevano, sin da giovani, alle riunioni, ai comizi, ai congressi. Assimilavano le ideologie, il pensiero e persino gli atteggiamenti dei loro grandi precettori. Gente del calibro di Berlinguer, Moro, Almirante, ma anche De Mita, Craxi, Spadolini e tanti altri, perché no!. Era gente di elevato spessore culturale, menti carismatiche, competenti, dei veri e propri paladini.
Tanti oggi li rimpiangono, quei politici della prima repubblica. Io rimpiango soprattutto Enrico Berlinguer. Quello era un modo d’intendere la politica più “professionale”, oserei dire, se non addirittura più responsabile.
In cosa è migliorata oggi la società, con questa ultima generazione di politici? Cosa ci ha guadagnato? Forse, e sottolineo FORSE, in onesta e buona fede, ma se penso a Berlinguer e tanti altri, non trovo alcuna risposta.
Concludo con un aneddoto.
Ieri sera ho conosciuto un nostalgico ex democristiano (la provincia di Avellino ne è infestata), che ha ricoperto incarichi politici di un certo rilievo. Mi è rimasta impressa una sua simpatica definizione della destra e della sinistra attuali. Ad un certo punto ha detto:
“ Provate a chiedere ad un novello amministratore di destra se nell’esaminare una certa licenza edilizia, ad esempio, ha verificato che sia stato presentato il benestare della Sovrintendenza per i Beni Architettonici (un’autorizzazione totalmente omessa), vi dirà: « E’ tutto in regola, non manca niente ». Se lo chiedete ad un amministratore di sinistra, invece, vi risponderà: « Ma perché, ci vuole l’autorizzazione della sovrintendenza? » .Tutta qui la differenza “
…. poveri noi!!

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Mah!

Juliette_Binoche

C’è benessere e benessere. C’è il benessere determinato da un fatto oggettivo, reale, da un evento atteso ma anche da un fatto sorprendente. Questo è il benessere di chi è giovane dentro e fuori, degli ottimisti, di chi ha una speranza viva nel cuore.
C’è il benessere, poi, che somiglia più ad uno stato di quiete: un serenità eterea, a tratti malinconica, che non ha una chiara fondatezza. Ci si alza una mattina, meno afflitti del solito, si guarda fuori dalla finestra, si accarezza il gatto e ci si interroga, con estrema circospezione (dal momento che il pensiero cronico e molesto potrebbe ricomparire da un momento all’altro): perché oggi mi sento più leggero? E’ possibile che mi faccia condizionare così tanto dal tempo? Cosa è successo nella mia testa? Quale strano meccanismo di difesa e di autoconservazione ha preso il sopravvento? Eppure, a parte il cielo terso, tutto è rimasto inalterato. Le cose che mi mancavano ieri continuano a mancarmi, ma questo non è certo spirito di rassegnazione. Forse è l’estate, la natura, gli ormoni, o forse è il film, perché no! … il volto di Juliette … ma è soltanto un’attrice … una storia inventata … Mah!!
Non indago oltre. Mi sento così stupido … ma non me ne vergogno.

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