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Archive for giugno 2013

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hermann-hesse

“ C’è una virtù che amo molto, l’unica. Essa ha nome tenacia.
Delle molte virtù di cui leggiamo nei libri e di cui sentiamo parlare i maestri non so che farmene. E, d’altro canto, tutte le molte virtù che l’uomo si è inventato potrebbero essere raccolte sotto un’unica denominazione. Virtù significa obbedienza. Solo che c’è da chiedersi a chi si obbedisce. Anche la tenacia, infatti, è obbedienza. Ma tutte le altre virtù, tanto amate e lodate, sono obbedienza a leggi che sono state imposte da uomini; soltanto la tenacia non si inchina a queste leggi. Chi è tenace obbedisce infatti a un’altra legge, una legge particolare, assoluta, sacra, la legge che ha in se stesso, il “tenere a se stesso”. “
Hermann Hesse, “Il coraggio di ogni giorno”

Di me non saresti orgoglioso, Herr Hesse, perché io sono un ossimoro: remissivamente tenace.
Quanti di voi lo sono? Quanti perseguono un ideale con incessante ostinazione solo ed esclusivamente col pensiero? Quanti rimangono interdetti nel momento di agire: pietrificati? Questo non tanto per l’immaterialità del traguardo, la sua irraggiungibilità, bensì per l’aberrante inconscio meccanismo che fa apparire riprovevole qualunque aspirazione.
La soluzione consisterebbe in una resa dignitosa e consapevole. Ma un uomo tenace non consegna le armi, esattamente come chi è docile: colui che le armi non l’ha mai possedute

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vergogna

La vergogna è un sentimento fondamentale. Vergogna (*) viene da vereor gognam, che significa temo la gogna: la mia esposizione pubblica. Oggi l’esposizione non la si teme più. E allora cosa succede: se io mi comporto in una modalità trasgressiva, beh che male c’è. Vado incontro ai desideri nascosti di ciascuno di noi e li espongo, quanto son bravo. E allora a questo punto non sono più visibili con chiarezza i codici del bene e del male. C’era Kant che diceva che il bene e il male ognuno li sente naturalmente da sé; usava la parola sentimento. Oggi non è più vero. Semplicemente se uno ha il coraggio anche di mostrarsi vizioso, se ha il coraggio anche di mostrarsi trasgressivo è un uomo di valore, almeno lui ha il coraggio, ha interpretato i sentimenti nascosti di ciascuno di noi. Questo ormai significa, non dico il collasso della morale collettiva, ma persino di quella individuale, quella interna, quella psichica. Quindi la fine dei tempi.
Umberto Garimberti

(* = per alcuni “vergogna” deriva dal latino “verecundia”)

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