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Archive for 2 giugno 2013

hermann-hesse

“ C’è una virtù che amo molto, l’unica. Essa ha nome tenacia.
Delle molte virtù di cui leggiamo nei libri e di cui sentiamo parlare i maestri non so che farmene. E, d’altro canto, tutte le molte virtù che l’uomo si è inventato potrebbero essere raccolte sotto un’unica denominazione. Virtù significa obbedienza. Solo che c’è da chiedersi a chi si obbedisce. Anche la tenacia, infatti, è obbedienza. Ma tutte le altre virtù, tanto amate e lodate, sono obbedienza a leggi che sono state imposte da uomini; soltanto la tenacia non si inchina a queste leggi. Chi è tenace obbedisce infatti a un’altra legge, una legge particolare, assoluta, sacra, la legge che ha in se stesso, il “tenere a se stesso”. “
Hermann Hesse, “Il coraggio di ogni giorno”

Di me non saresti orgoglioso, Herr Hesse, perché io sono un ossimoro: remissivamente tenace.
Quanti di voi lo sono? Quanti perseguono un ideale con incessante ostinazione solo ed esclusivamente col pensiero? Quanti rimangono interdetti nel momento di agire: pietrificati? Questo non tanto per l’immaterialità del traguardo, la sua irraggiungibilità, bensì per l’aberrante inconscio meccanismo che fa apparire riprovevole qualunque aspirazione.
La soluzione consisterebbe in una resa dignitosa e consapevole. Ma un uomo tenace non consegna le armi, esattamente come chi è docile: colui che le armi non l’ha mai possedute

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