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Archive for marzo 2013

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” Sai una cosa? Certe persone non vogliono essere salvate. Perché la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore dal restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso. Per scoprire chi saresti dovuto diventare. La persona cancellata dagli eventi della tua infanzia. Eventi che hanno stravolto la traiettoria della tua vita. Trasformandoti in qualcosa di inimmaginabile o persino di incredibile. Dandoti il coraggio di abbracciare ciò che ti aspetta sin dalla nascita, perché è il tuo desiderio. E capire finalmente chi sei…”

Grant Morrison, “Batman”

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MITICI !!!

Sono con voi ….

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mc

” … mentre è vero che con il tempo il dolore guarisce, ciò accade solamente al costo del lento estinguersi delle persone amate dalla memoria, che è l’unico luogo in cui quelle esistevano prima ed esistono tuttora. I volti svaniscono, le voci si attenuano.
Riprenditeli, sussurrò il sepulturero. Parla con loro. Chiamali per nome. Fa’ così e non lasciare che il dolore si estingua, poiché è il dolore ad addolcire ogni dono. “

Cormac McCarthy, “Oltre il confine”

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Ragazzi_seduti_sulle_rotaie

Un giorno scoprirò il tuo segreto,

amica blogger.

Ben oltre la tua immagine riflessa.

Ben oltre l’uniforme nota al mondo.

Ed io ti svelerò il mio mistero.

Ricomporremo i pezzi d’un mosaico,

un canto spensierato estinto in gioventù.

Saremo nudi,

senza difese,

con l’ultimo fardello in fondo al cuore,

foss’anche una vergogna.

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canotta-sono-stronza

Il problema è capire cosa vuol dire essere stronza. Già, cosa vuol dire stronza? Vuol dire applicarsi alla soluzione del problema della propria felicità e non al problema della felicità degli altri. Ti sembra tanto riprorevole? Se ci pensi, mica poi tanto.
Se ognuno si applicasse alla soluzione del problema della propria felicità sarebbero tutti felici, ma molti demandano il problema della propria felcità agli altri e pretendono che siano gli altri a risolverglielo. Perché, per incredibile che possa sembrare, la nostra felicità non dipende dagli altri, ma da noi stessi.
Se tu stai bene con te stessa perché hai la stima e l’amore di te stessa, tu sei felice in qualsiasi situazione e ti godi qualsiasi cosa.

Giulio Cesare Giacobbe, “Come diventare bella, ricca e stronza. Istruzioni per l’uso degli uomini”

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Bambine, non spose: #8marzodellebambine, iniziativa UNICEF contro i matrimoni precoci
«Circa 70 milioni di donne nel mondo in via di sviluppo (Cina esclusa) tra i 20 e i 24 anni, oltre una su tre, si sono sposate prima dei 18 anni. Se la tendenza attuale proseguirà, entro il 2020, 142 milioni di bambine si sposeranno prima di aver compiuto 18 anni. Parliamo di 14,2 milioni di bambine sposate ogni anno, vale a dire 37.000 ogni giorno» ha detto il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.
«Per sottolineare il dramma dell’infanzia negata di queste bambine, in occasione della Giornata Internazionale della donna, l’UNICEF Italia lancia l’iniziativa contro i matrimoni precoci ‘Bambine, non spose – #8marzodellebambine»
 «Il matrimonio precoce» prosegue Guerrera «è una violazione dei diritti umani fondamentali e influenza tutti gli aspetti della vita di una ragazza: nega la sua infanzia, compromette l’istruzione limitando le sue potenzialità, mette in pericolo la sua salute e aumenta il rischio di essere vittima di violenze e abusi».
 Almeno 50mila ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiono ogni anno a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Inoltre, se una madre ha meno di 18 anni, il rischio che il suo bambino muoia nel primo anno di vita è del 60% più alto rispetto a uno nato di una donna che ha superato i 19 anni. «Sono dati che non possiamo più accettare.»
 Testimonial di questa iniziativa è Paola Saluzzi, Goodwill Ambassador dell’UNICEF Italia, che in un video-messaggio si fa interprete delle voci di piccole spose bambine alle quali è stata negata l’infanzia: “Mi hanno negato il diritto a giocare. Mi hanno negato il diritto all’istruzione. Mi hanno negato il diritto a una vita sana. Mi hanno sottratto l’infanzia. La mia vita. I miei diritti”.
 Inoltre Paola Saluzzi invita a sostenere, insieme all’UNICEF, i diritti delle bambine: “Io sto con l’UNICEF. Insieme possiamo donare un futuro diverso a queste bambine. Perché siano bambine. Non spose. Vai su http://www.unicef.it e aiutaci a diffondere l’hashtag: #8marzodellebambine”.
 Negli ultimi trent’anni il tasso di matrimoni precoci, a livello globale, è diminuito (guarda questa infografica) grazie a legislazioni e politiche nazionali volte a tutelare i diritti dell’infanzia, all’impegno con le comunità e all’attivismo delle ragazze e dei ragazzi che vivono nei Paesi dove questa pratica è ancora diffusa.
Ma i matrimoni precoci sono ancora diffusi in molte regioni del mondo soprattutto nelle zone rurali e nelle comunità più povere, perpetuando il circolo vizioso della povertà. In alcune regioni l’incidenza del matrimonio precoce è particolarmente alta: il 46% in Asia meridionale, e 37% nell’Africa subsahariana.
I 10 Paesi dove è più alta la percentuale di donne tra i 20 e i 24 anni che si sono sposate – o hanno iniziato a convivere – prima dei 18 anni sono: Niger 75%; Repubblica Centrafricana 68%; Ciad 68%; Bangladesh 66%; Guinea 63%; Mozambico 56%; Mali 55%; Burkina Faso 52%; India 47%; Eritrea 47%.
Da sempre l’UNICEF, con le organizzazioni partner, sostiene che l’istruzione sia la migliore strategia per proteggere le bambine dai matrimoni precoci, così come dal lavoro minorile e da tutte le forme di violenza e abuso.
Le ragazze che completano gli studi saranno donne più consapevoli, avranno migliori opportunità di lavoro e saranno madri in grado di provvedere alla crescita sana dei loro figli, contribuendo al benessere di tutta la società.

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Immagino che sia capitato anche a voi di trovarvi in uno stato di profonda prostrazione, di avere l’umore sotto i piedi, di trovarvi in un vicolo cieco, apparentemente senza via d’uscita. Sono stati d’animo terribili, devastanti. Una volta ho scritto in proposito, senza eccessiva convinzione, per la verità, essendo disarmonicamente ispirato :
Un essere umano, compreso il sottoscritto, quando è in preda a stati d’animo estremi, più che altro negativi, dovrebbe sforzarsi comunque di comunicare pubblicamente, cercando, però, di misurare e parole. Il rischio di una deriva, di qualunque genere, è molto alto, a meno che non sia dotato di un buon autocontrollo o sia un professionista, capace, quindi, di esporre in modo composto, costruttivo e comprensibile anche tetri pensieri. Questo non è il mio caso, per cui, quando avverto impellente la necessità di comunicare, ricorro ad un espediente: riporto frasi d’autore, passaggi profondi, sensati, attinenti ad una particolare condizione. Per me vale come un esorcismo. Ultimamente ne faccio largo uso. Ovviamente, a tale pratica si può far ricorso per tante ragioni, sospinti da qualunque stato d’animo. Ciò vale per me e per chiunque di voi. Io lo considero un omaggio, una forma di riguardo, una delicatezza, che sia forgiato da un vecchio saggio o da una semisconosciuta giovinetta di 33 anni.

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” Nessuno dovrebbe raccontare la propria storia a meno che non sia assolutamente certo di avere qualcosa da dire. Ad essere sinceri non è che io sia proprio sicura che quanto sto per rivelarvi possa cambiare la vita a qualcuno o sia così importante; so però che le parole mi si affollano sulla punta delle dita, e se non le scarico sulla tastiera potrebbero tornare indietro e trasformarsi in grumi lessicali intorno al mio cuore. Grumi del genere possono essere peggio di un coagulo di sangue: quest’ultimo può ucciderti se raggiunge un’area vitale dell’organismo, i coaguli di parole se ne stanno lì, a procurarti un’occasionale acidità di stomaco per tutte le cose che avresti potuto dire e non hai detto.”

” Capita che s’incontrino persone che non dovrebbero mai finire insieme, in nessun caso, neanche fossero l’ultimo uomo e l’ultima donna rimasti sulla faccia della terra, per il dolore e la sofferenza che inevitabilmente si procureranno l’un l’altra. “

Meenakshi Reddy Madhavan, “Diario segreto di una ragazza indiana”

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