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Archive for gennaio 2013

letter

Come si genera la poesia

Per un solo verso si devono vedere molte città, uomini e cose
Si devono conoscere gli animali,
si deve sentire come gli uccelli volano,
e sapere i gesti con i quali i fiori si schiudono al mattino.
Si deve poter ripensare a sentieri in regioni sconosciute,
ad incontri inaspettati,
a separazioni che si videro venire da lontano,
a giorni d’infanzia che sono ancora inesplicati,
ai genitori che eravamo costretti a mortificare
quando ci porgevano una gioia e non la capivamo,
a malattie dell’infanzia che cominciavano in modo così strano,
con tante trasformazioni così profonde e gravi,
a giorni in camere silenziose, raccolte,
a mattine sul mare, al mare, ai mari,
a notti di viaggio che passavano alte rumoreggianti
e volavano con tutte le stelle,
e non basta ancora poter pensare a tutto ciò.
Si devono avere ricordi di molte notti d’amore,
nessuna uguale all’altra,
di grida di partorienti,
di lievi, bianche puerpere addormentate che si schiudono.
Ma anche presso i moribondi si deve essere stati,
si deve essere rimasti presso i morti,
nella camera con la finestra aperta
e i rumori che giungono a folate.
Ed anche avere ricordi non basta.
Si deve poterli dimenticare, quando sono molti,
e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino,
poiché i ricordi di per se stessi ancora non sono.
Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto,
senza nome e non più scindibili da noi,
solo allora può darsi che in una rarissima ora
sorga nel loro centro e ne esca
la prima parola di un verso.

Rainer Maria Rilke, “I quaderni di Malte Laurids Brigge”

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spiaggia-deserta

Gli orari della vita dovrebbero prevedere un momento, un momento preciso della giornata, in cui ci si potrebbe impietosire sulla propria sorte. Un momento specifico. Un momento che non sia occupato né dal lavoro, né dal mangiare, né dalla digestione, un momento perfettamente libero, una spiaggia deserta in cui si potrebbe starsene tranquilli a misurare l’ampiezza del disastro.
Con queste misure davanti agli occhi, la giornata sarebbe migliore, l’illusione bandita, il paesaggio chiaramente delineato. Ma se si pensa alla propria sventura tra due forchettate, con l’orizzonte ostruito dall’imminente ripresa del lavoro, si prendono delle cantonate, si valuta male, ci si immagina messi peggio di come si sta. Qualche volta, addirittura, ci si crede felici!

Daniel Pennac, “Il paradiso degli orchi”

 

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veneto_stmnt.T0

” Togli quella maschera d’oro ardente
con occhi di smeraldo “

– Oh No, mio caro, tu vuoi permetterti di scoprire
se i cuori siano selvaggi oppure saggi,
benché non freddi –

” Volevo solo scoprire quel che c’è da scoprire,
amore o inganno “

– Fu la maschera ad attrarre tua mente
e poi a farti battere il cuore,
non quel che c’è dietro –

” Ma io debbo indagare per sapere
se tu mi sia nemica “

– Oh! No, mio caro,
lascia andar tutto questo,
che importa,

purché ci sia fuoco
in te, in me –

(William Butler Yeats)

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I_B

http://www.repubblica.it/politica/2013/01/27/news/shoah_pioggia_di_critiche_sulle_parole_di_berlusconi-51395366/?ref=HREC1-1

Giornata della Memoria, Berlusconi: “Mussolini fece bene, ma leggi razziali no” – Il Fatto Quotidiano.

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” Nella vita, a un certo punto, bisogna saper prendere la via pericolosa, la scorciatoia piena d’incognite. Finchè si cammina sulla strada segnata, si sa dove si arriva ma non si arriva mai più in là ”.  (Giorgio Scerbanenco)

http://www.riza.it/raffaelemorelli/star-bene/3631/felicita-ecco-come-trovarla.html

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Ir-ne-N-mirovsky-007

” Ma perché arrivi (intendo un amore autentico, onesto e sano) la cosa migliore è non pensarci troppo, non invocarlo, altrimenti ci si inganna. Si mette la maschera dell’amore sul primo e più rozzo dei volti. “

Irène Némirovsky, “Il calore del sangue”

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sorriso[1]

“ L’intimità si crea così. Prima si dà il miglior ritratto di se stesso, un prodotto splendente e rifinito, ritoccato di vanterie, falsità e umorismi. Poi diventano necessari i particolari e si dipinge un secondo ritratto e poi un terzo … In breve i lineamenti migliori si cancellano … e finalmente si rivela il segreto: i piani dei ritratti si sono mescolati e ci hanno tradito, e per quanto continuiamo a dipingere non riusciamo più a vendere un quadro. “

Francis Scott Fitzgerald, “Belli e dannati”

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All’improvviso la signora Winwood accese l’abat-jour, diede un’occhiata all’orologio, saltò giù dal letto ed afferrò il cellulare.

“ Steve!! “
“ Daisy! Cosa c’è? Perché mi chiami a quest’ora? “
“ Fred non è tornato, ormai sono le due di notte. Tu lo sai come la penso su quel pervertito. Il problema è Marion, è legatissima a suo padre. Se dovesse succedergli qualcosa ne morirebbe “
“ Ma che cavolo stai dicendo, Daisy? Perché tuo marito sarebbe dovuto rientrare stanotte, non è a Birmingham in trasferta? “
“ No Steve, ti ho raccontato una fandonia. Fred ieri sera è andato ad una cena di lavoro. Se non mi fossi inventata questa storia non saresti venuto. Avevo bisogno di vederti Steve, lo capisci questo? “
“ Porca puttana!! Daisy!! Sei impazzita? Così rischiamo troppo. Un giorno di questi ci arriverà una bella fucilata nella schiena e addio tresca “
“ Ti prego Steve, la situazione è tesa, non contribuire a peggiorarla “
“ Ok!, ragioniamo con calma, anche se, a dire il vero, non è facile immaginare che fine abbia fatto tuo marito. Fred è imprevedibile, potrebbe essere rimasto bloccato in un passaggio a livello, oppure può essersi distratto nel superare un TIR, mentre era in compagnia di una delle sue solite puttanelle “
“ Certo!! Tutto e possibile, anche che sia stato tamponato da una navicella spaziale e che sia stato avvicinato da un’equipe di ricercatori alieni transessuali con intenti poco benevoli. In tal caso, conoscendolo, è probabile che abbia tentato dapprima la fuga e che poi, vistosi raggiunto, abbia scavalcato il primo muro di cinta, quello dello zoo, e sia finito dritto dritto nel recinto degli orsi polari “
“ Non è possibile! “
“ Perché? “
“ Perché il recinto degli orsi polari si trova proprio al centro dello zoo e non nell’area perimetrale “
“ Sai Steve, a volte mi chiedo cosa mi leghi a te …. sei un emerito imbecille! “
“ Mamma mia!! Che reazione scomposta … Ti devi calmare, Daisy. Lascia che del caso se ne occupi la polizia “
“ Era nelle mie intenzioni, Steve, ma prima volevo rassicurarmi che tu fossi a casa, al sicuro “
“ Volevi assicurarti che io fossi al sicuro? … Amoruccio!! … Cosa stai cercando di dirmi? Non capisco “
“ Ascolta Steve, non te l’ho detto subito per non allarmarti ma due giorni fa, mentre facevo pulizie, mi è caduto a terra il telefono e nel raccoglierlo ho notato una cimice “
“ Come è possibile Daisy, hai cambiato la moquette il mese scorso “
“ CRETINOOOOO!! Era una microspia. E’ uscita fuori dalla cornetta “
“ OH!! Mio Dio!! … Mi sento male … Sai cosa vuol dire questo? “
“ Che qualcuno, del quale ignoro totalmente l’identità, sta tentando di intercettare le nostre conversazioni “
“ Brava!! E quindi deve esserci un registratore nascosto da qualche parte. Dobbiamo trovarlo assolutamente, Daisy. Nel frattempo rimetti la microspia nel telefono “
“ Già fatto. Il problema è che non ho la più pallida idea di dove abbia potuto nascondere questo cazzo di registratore. Ho setacciato la casa da cima a fondo “
“ Hai una finestra con le tapparelle da qualche parte? “
“ Si in bagno e in cucina “
“ Vai in bagno, è più discreto “
“ OK! ……….. Ci sono “
“ Apri il cassonetto dell’avvolgibile, in alto sulla finestra “
“ Come faccio!! Steve, ci vogliono gli attrezzi “
“ Non è necessario. Il pannello anteriore si sgancia semplicemente spingendolo verso l’alto “

Qualche attimo dopo …

“ BINGOOOO!! STEVE!!! Ho trovato il registratore … Guarda quello stronzo dove l’ha nascosto … Ma tu come hai fatto ad indovinare? “
“ Ci nascondevo l’erba … non nel tuo bagno, nel mio “
“ Che peccato! Avevo già pronta una cartina … Figlio di puttana!! Quando te l’ho proposta io hai sempre fatto orecchio da mercante “
“ Lascia stare, Daisy, dobbiamo muoverci, non abbiamo troppo tempo … Prendi il nastro all’interno del registratore, cancella quello che c’è registrato e rimettilo dov’era. Tutto deve essere perfettamente funzionante “
“ Come cazzo lo cancello? “
“ Hai una sola possibilità, Daisy, sperando che funzioni, dal momento che si tratta di un supporto sensibile ai campi elettromagnetici “
“ E sarebbe? “
“ Infila il nastro nel microonde per una decina secondi alla massima intensità, evitando che il calore lo danneggi “

Dopo un po’ …

“ Che Dio ce la mandi buona, Steve … Sai, a volte, non so come spiegarlo, ho l’impressione di parlare con un’altra persona … Vabbè, me ne torno a letto “
“ Avvisami Daisy, appena senti arrivare la macchina “
“ Non credo di poterlo fare, ho il cellulare completamente scarico “
“ Allora chiamami con il fisso “
“ COOSAAAA!?! Chiamarti con il fisso? … TESTA DI CAZZOOOOO!! “

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ma soprattutto: sapete cos’è?
Dopo vi cosiglio caldamente With a Little Help from My Friends di Joe Cocker

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finestra

“Il rimpianto è un tipo di dolore molto particolare; di fronte a esso siamo impotenti. E’ come una finestra che si apre di sua iniziativa: la stanza diventa gelida e noi non possiamo fare altro che rabbrividire. Ma ogni volta si apre sempre un po’ meno, finché non arriva il giorno in cui ci chiediamo che fine abbia fatto.”

Arthur Golden, “Memorie di una Geisha”

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