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Archive for 29 dicembre 2012

catene

Esistono due vie per guadagnare la stima e l’affetto delle persone, il coraggio delle proprie azioni e l’onestà nel riconoscerne l’assenza. Solo la prima, però, ci da il pieno diritto ad apparire, a pretendere ascolto, soprattutto quando tale forza è impegnata nella più nobile delle imprese: la difesa della propria libertà.
Nessun espediente, per quanto geniale, può mai assegnarci questo privilegio; solo l’agire. E chiunque ci circondi, per quanto unito a noi, persino da legami di sangue, ha il sacrosanto dovere di rispettare questo nostro proposito. Ogni suo risentimento, confinato o meno entro i limiti di una composta richiesta di legittima comprensione, non può e non deve generare incessanti sensi di colpa.
Perché scrivo questo? Per dichiarare la mia profonda ammirazione e vicinanza a tante anime  che con le loro uniche forze hanno spezzato vincoli, hanno superato situazioni di perdurante disagio, hanno sconfitto ingiustizie ed oppressioni d’ogni genere, onorando un impegno assunto nei confronti della vita, l’unica e irripetibile. A queste persone aggiungo anche quelle in continua rivolta, che quotidianamente manifestano a viso aperto intenti di riscatto, prima fra tutte: arsenicaXXX.
Chiudo con un augurio molto particolare ad una persona. Poi verranno quelli diretti a voi.
Buon 2013!! Tommaso. Che si assottigli sempre più la distanza fra te e questi eroi silenziosi: tra la polvere e le stelle.

Tuo luporenna

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Kundera

«Quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviamo siano la mitologia della nostra vita e in questa mitologia stia la chiave della verità, e del mistero. Si tratta forse di un inganno? È possibile, è addirittura probabile, ma non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita».

Milan Kundera, “Lo scherzo”

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