Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 26 settembre 2012

La vita umana si svolge una sola volta e quindi non potremo mai appurare quale nostra decisione sia stata buona e quale cattiva, perché in una data situazione possiamo decidere una volta soltanto. Non ci viene data una seconda, terza o quarta vita per poter confrontare diverse decisioni.
Einmal ist keinmal: quello che avviene solo una volta è come se non fosse mai accaduto.
La storia è leggera al pari delle singole vite umane, insostenibilmente leggera, leggera come una piuma, come la polvere che turbina nell’aria, come qualcosa che domani non ci sarà più.
Il tempo umano non ruota in cerchio, ma avanza veloce in linea retta. E’ per questo che l’uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.
(da “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera)

Si ma voi mi direte che ci sono cose piacevoli nella vita che si ripetono persino quotidianamente: le manifestazioni d’amore verso i familiari, verso i figli, verso il partner, anche solo fare sesso con lui, i viaggi, il piacere di esplorare nuove mete.
E allora, cosa intende Milan Kundera, riferendosi alla vita, con quel suo: “ … ma avanza veloce in linea retta” ? Cosa sono le cose felici, o che ci avrebbero evitato l’infelicità, e che non hanno più possibilità di essere ripetute? Sono alcune scelte fondamentali? Sono alcuni momenti irripetibili? Sono alcune concomitante straordinarie di sensazioni, emozioni, odori, suoni, sapori…? Sono le persone uniche che non incontreremo più? O semplicemente: la nostra giovinezza?

Ecco!! Questo è un classico esempio di pippa mentale. Una di quelle profonde elucubrazioni che “rallegravano” alcune notti d’estate da ragazzi, tra una cazzata e l’altra, e che portavano inevitabilmente qualcuno a proferire: “ Ma vaffanculo!! Invece di pensare ad acchiappare …” .
E se avesse avuto ragione lui?
Ah!! Quante energie sprecate … (mentali, s’intende).

Read Full Post »

Poesia a due voci

Parlami dei sogni, Aurora,
di affinità.
Dimmi se anche tu, ribelle,
agogni ali di poiana.
Fragranza d’oriente diffondi,
sempre a sud volgi lo sguardo.
Sempre la luna rischiara il tuo giaciglio:
sacro offertorio di pietra, di sabbia,
di grani d’incenso,
di spighe e radici.

Arsura d’espiazione, lupo,
delirio.

Spasmi virili d’un’anima contesa.
Nomade senza età e senza riparo,
fissa anche tu il sud,
la luna.
Inebriati d’essenze,
d’umori corporali,
ma fumati qualcosa di leggero.

Read Full Post »