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Archive for 13 settembre 2012

In merito all’articolo precedente “Sull’amicizia tra maschi e femmine” a seguito di un’autentica valanga di risposte (2), sento il dovere di integrarlo con una nota chiarificatrice. A tale scopo, come spunto di riflessione, prendo una risposta a caso.
Qualcuno potrebbe essere sfiorato da un sospetto su quale sia la nota oggetto delle mie attenzioni. La risposta selezionata è quella di (la scelta è davvero imbarazzante) ………….. Proserpina (perdonami cara se divulgo a mezzo mondo i ca**i tuoi). Ve la ripropongo:
“Per quale motivo il sesso non dovrebbe complicare le cose?
Non so tu, ma io sono stata a letto solo con persone che mi hanno emotivamente travolto. Poi qui i doppi sensi fioccano, ma credo che il punto sia effettivamente questo: quanta e quale importanza si da al sesso. Perché per molti è – davvero – solo ginnastica, ma per altri invece no…”
Meno male Pros che hai ristretto notevolmente il cerchio parlando di soggetti che considerano il sesso solo ginnastica e quelli che vanno a letto solo con persone emotivamente travolgenti, altrimenti qui, considerata la vastità dell’argomento, non ne saremmo usciti facilmente. Oltretutto, a facilitare il compito, c’è un aspetto che li accomuna: in entrambi i casi esercitano pratiche notoriamente salutari, una per il corpo e l’altra per la mente.
Detta questa prima caz***a, vengo alla tua saggia e correttissima osservazione, e ciò che il punto cruciale è tutto lì: quanta e quale importanza si da al sesso.
Allora io aggiungo, più genericamente, quanta e quale importanza si da alla vita di coppia nel lungo periodo.
Io credo che ognuno di noi, da uno stabile rapporto di coppia, superato un primo periodo più o meno lungo, cerchi essenzialmente tutti quei requisiti, quelle condizioni, quegli elementi, quella solidità caratteristica inequivocabile di un vero rapporto d’amicizia. Il punto critico, a parer mio, è concentrato in quel primo periodo. Per primo periodo intendo, sommariamente, quella fase evolutiva che comprende: l’avvicinamento, l’attrazione, l’innamoramento, la passione amorosa. Quella fase alla quale s’accompagnano tutta una miriade di sensazioni, di emozioni, di riflessi consci ed inconsci, di attese, palpitazioni, allucinazioni, campane, campanelle, farfalle, inquietanti interrogativi.
Queste cose, in una transizione da amicizia a stabile rapporto di coppia, in un certo senso sono attenuate, in parte compromesse se non addirittura perse integralmente. Semplificando: si salta un passaggio. Perché?
Per due ragioni, secondo una mia modestissima supposizione (se ne fossi certo farei concorrenza a Raffaele Morelli). La prima è che tra due amici manca la sorpresa, il mistero, l’imprevedibilità. Dell’altro si sa tutto, vita morte e miracoli. Si soffoca l’immaginazione e lo spirito di conquista … e non è poco.
La seconda è che ognuno di noi nel rapportarsi con il prossimo, in funzione degli argomenti trattati, si cala in una parte, assume, chi più chi meno, un ruolo. Tra due amici, poi, interpretazione è ancora più sentita, radicata, profonda, coinvolgente. In queste condizioni, non è semplice, ad esempio, per una donna, indossare ora i panni della sorella confidente (o della paziente), e di li a poco, con estrema disinvoltura, indossare quelli della languida gatta morta (a dire il vero, questo è un problema che riguarda, in generale, un po’ tutte le coppie).
Per molti maschi vale lo stesso identico discorso, ma per altri, un’altrettanta folta schiera, tutto è più semplificato. Il più delle volte, a suggerire le mosse giuste, viene in soccorso una voce interiore proveniente da un’area localizzata più o meno ….. beh! Potete immaginare dove.

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