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Archive for 22 marzo 2009

Roscoe Purkapile

Mi amava. Oh, come mi amava!
Non ebbi via di scampo,
dal primo giorno che mi vide.
Ma poi quando fummo sposati pensai
che poteva anche morire e lasciarmi libero,
o magari divorziare.
Ma poche muoiono, nessuna rinuncia.
Allora scappai via e me la spassai per un anno.
Ma lei non si lamentò mai.
Diceva che tutto si sarebbe risolto
che sarei tornato. E tornai.
Le raccontai che mentre facevo un giro in barca
ero stato catturato dalle parti di Van Buren Street
dai pirati del lago Michigan,
e tenuto in catene, così non avevo potuto scriverle.
Lei pianse e mi baciò, e disse che era crudele,
vergognoso, disumano!
Allora mi convinsi che il nostro matrimonio
era una grazia del cielo
e non poteva essere sciolto,
se non dalla morte.
Avevo ragione.

 

La signora Purkapile

Scappò e restò via per un anno.
Al ritorno mi raccontò quella storia idiota
che l’avevano preso i pirati del lago Michigan
e tenuto in catene, così non aveva potuto scrivermi.
Finsi di credergli, ma sapevo benissimo
cosa faceva, e che si vedeva con la modista,
la signora Williams, di tanto in tanto,
quando andava in città per acquisti, lei diceva.
Ma una promessa è una promessa
e il matrimonio è il matrimonio,
e per rispetto a me stessa
rifiutai di farmi attirare in un divorzio,
per gli intrighi di un marito che era solo stufo
del giuramento e dei doveri coniugali.

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