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Archive for febbraio 2009

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
de l’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare. 

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Buon Compleanno! Facebook

Alcuni giorni fa Facebook ha compiuto cinque anni. Era infatti il 4 febbraio 2004 quando Mark Zuckerberg, allora studente ad Harvard (a soli 19 anni, un autentico prodigio), rilasciò la prima versione del social network più diffuso e chiacchierato del momento.
Nato come strumento di contatto per allievi di licei ed università dopo la fine del periodo scolastico, è divenuto in breve tempo un autentico fenomeno di massa che conta adesso oltre 150 milioni di iscritti (me compreso).
Come tutti i fenomeni di questo tipo, resta una realtà estremamente modaiola, la cui fortuna durerà fino a quando l’utenza non si muoverà in massa verso un nuovo prodotto.
Onore a Mark Zuckerberg per aver creato un business che gli ha assicurato un futuro certo, assai più di quanto non abbia la sua creatura stessa.
Vi allego un articolo che parla di Facebook e del social networking in generale, davvero molto interessante e ben scritto. E’ tratto dalla rivista “Internazionale”. L’originale è in forma cartacea; l’ho convertito in file di testo con scanner ed OCR (un lavoraccio!!). L’autore è CLIVE THOMPSON, un giornalista del New York Times e di Wired.
Vi consiglio di leggerlo. Chi più chi meno, coinvolge un pò tutti.
intimità digitali

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La Nasa e Google sosterranno il progetto per la creazione di una “università” che formerà scienziati di nuova generazione: ovvero in grado di competere con l’intelligenza artificiale. Alla base della nuova scuola c’è la convinzione che, molto prima di quanto si pensi, l’intelligenza artificiale supererà quella umana.
La nuova istituzione si chiamerà “Singularity University” e ci sarà Ray Kurzweil, controverso inventore, informatico e saggista statunitense, che ha previsto, per la metà di questo secolo, la nascita di una nuova civiltà in cui l’intelligenza artificiale supererà le facoltà umane, un periodo da lui definito “singolarità tecnologica” (singolarity).
Il termine è diventato popolare nel 2005 dopo l’uscita, negli Usa, del saggio di Kurzweil “La singolarità è vicina”. Racconta del tempo, ormai vicino, in cui i computer iper-umani saranno in grado di gestire in autonomia questioni sulle quali il genere umano si interroga oggi tra ansie e scenari apocalittici, come il surriscaldamento globale, la fame, le risorse energetiche in via di esaurimento. Molte tecnologie, secondo Kurzweil, sono già vicine al momento in cui la macchina scavalcherà l’uomo.
La nuova Università non adotterà lo schema degli Atenei tradizionali, ma si ispirerà all’Università spaziale di Strasburgo, scuola interdisciplinare e multi-culturale alla cui apertura contribuì, nel 1987, Peter Diamandis, fondatore della “Singularity University” insieme a Larry Page, uno dei due padri di Google.

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Le cose che ho imparato dalla vita (di Paulo Coelho)

Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
Che ci vogliono anni per costruire una fiducia e pochi secondi per distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti , o essi controlleranno te.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che a volte la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale, quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
Che ci sono persone che ci amano ma che non sanno come dimostrarlo.
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato, il mondo non si ferma aspettando che tu lo ripari.
Che forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta.
Che quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che s’è aperta per noi.
Che la miglior specie di amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico o camminarci insieme senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
Che ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, un giorno per amarlo ed una vita per dimenticarlo.
Che bisogna cercare sempre qualcuno che ci faccia sorridere. Solo un sorriso può far sembrare brillante una giornataccia.
Che ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca cosi tanto che vorresti tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo.
Che puoi avere tanta felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Che le persone più felici non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa. Semplicemente traggono il meglio da tutto ciò che capita sul loro cammino.
Che l’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un tè.
Che il miglior futuro è basato sui dolori ed i fallimenti dimenticati.
Che l’ uomo ha bisogno di quello che ha in se di peggiore per raggiungere ciò che di migliore esiste in lui.

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