Quanto ancora mi sorprende
quest’anelito infinito
che è la vita.
Tra gli spasmi della resa
ho auspicato la sua fine.
Non si tratta d’espediente
inseguivo la riscossa.
In un cosmo vorticoso
di mirabili evasioni
ne ho plasmato le sembianze.
Io rifiuto i surrogati.
Quanto ancora mi sorprende
ogni frammento.
Dopo secoli di buio
un riflesso inaspettato.
Non si tratta d’artificio
è la ruota,
è il maestrale,
è il principio ineluttabile.
Ora vivo.
Benedico le salite.

“Benedico le salite”. Mi piace.