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Questa vita

Quanto ancora mi sorprende
quest’anelito infinito
che è la vita.
Tra gli spasmi della resa
ho auspicato la sua fine.
Non si tratta d’espediente
inseguivo la riscossa.
In un cosmo vorticoso
di mirabili evasioni
ne ho plasmato le sembianze.
Io rifiuto i surrogati.

Quanto ancora mi sorprende
ogni frammento.
Dopo secoli di buio
un riflesso inaspettato.
Non si tratta d’artificio
è la ruota,
è il maestrale,
è il principio ineluttabile.
Ora vivo.
Benedico le salite.

Madeleine

Ho sognato le modelle di Godward
su gradoni d’alabastro.
Alte ancelle,
con i seni sodi e floridi
come quello di Madeleine.

Ho sognato ballerine di flamenco
e le muse ispiratrici
dei poeti Andalusi.
Giovani puledre
dalle magiche movenze.
Chiome corvine
come quella di Madeleine.

Ho sognato le odalische di Matisse
dalla pelle di velluto
e per occhi: bronzee perle.
E’ lo sguardo di Madeleine.

Ho sognato tenerezze
al richiamo di risacche
e la voce melodiosa di Madeleine.

Ha le labbra d’amarena
l’universo.
Regina statuaria
d’un muto marcatempo
tra faldoni numerati
ed il gelido bancone
di una hall.

Abnegazione

Non reclama
un privilegio

un vero eroe.
Lotta, smania,
si sacrifica,
per sorreggere
una causa.
Mera e somma
abnegazione.

Non reclamo
un privilegio

in questa vita.
Lotto, smanio,
mi sacrifico,
per sorreggere
una casa.
Anche questa
è abnegazione?

… Mah!!!…

In un cosmo vorticoso
di mirabili evasioni
s’insinua un ingannevole richiamo:
il Picchio Muratore.
L’uccello stringe un patto con il lupo
ma il lupo resta lupo,
finanche il più avveduto

e coscienzioso
e nell’universo
nelle sue notturne digressioni,
non v’è posto per i sogni
prefissati.

Amicizia

Noi non ci conosciamo.
Penso ai giorni che,
perduti nel tempo, c’incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute, cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.

(Vincenzo Cardarelli)

Insegnami

Insegnami ad amare
mia diletta,
non v’è il seme dell’amore
nel mio cuore.
Io son solo un parolaio
dall’aspetto premuroso.
Se v’è grazia nella rima
è un artificio.
Seguo i versi dei maestri.
Mi difendo con l’incanto.
Io vorrei essere scrigno
cieco e sordo ai falsi miti
e vorrei donarti il mondo
ma non sono generoso.
Insegnami a donare
mia diletta,
non v’è il seme della vita
infondo all’anima.
Io vorrei guidar la mente
savio e indomito
ed urlare schietto al cielo:
“Questo è il fine”
ma non sono coraggioso.
Insegnami a lottare
mia diletta,
non v’è il seme della forza
nella mente,
solo terra.

Quegli amori

Si scambiano promesse
sui pontili flagellati,
certi amori,
su piazzole autostradali
o banchine dei metrò.
Inattesi
come figli non voluti.
Certi amori
sono fiori di scarpata:
indifesi, confinati.
S’insinuano testardi
tra quei sassi acuminati.
Oblii stratificati
d’esistenze tormentate.
Crisalidi perenni.
Quegli amori licenziosi
che Dio mai benedirà.
Il riscatto di una vita
o una pena ancor più atroce.

BUON NATALE A TUTTI!!!!

Non temete gli uomini, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. (Gesù Cristo). BUON NATALE A TUTTI!!! Con le sue parole. Le parole di chi nasce e sempre rinascerà …….

Chi sono?

Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia: <follia>.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia: <malinconia>.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia: <nostalgia>.
Son dunque… che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.

(Aldo Palazzeschi)

BASTAAAAAAA!!!!!!!!

Cari amici, non se ne può più; non passa giorno che non si senta parlare di giustizia, giustizia, giustizia. E il primo grado, e il secondo grado, e la cassazione, e le riforme, le leggi ad personam, e bla bla bla… BASTA!!
Il tutto potrebbe rimanere tranquillamente circoscritto nell’ambito di una normale e civile dialettica politico-istituzionale, se non fosse tutto enormemente amplificato, inasprito. Non mi soffermo sulle ragioni, ormai tutti sanno tutto. La cosa che intendo sottolineare è che se noi comuni mortali avessimo la mente completamente libera da sospetti sull’onestà di colui il quale ha oggettivamente causato tutto questo gigantesco parapiglia, credo che il clima di forte contrapposizione sociale, che si registra, ahimè, quotidianamente, si attenuerebbe. Sulla sua integrità morale, sobrietà e modestia, ognuno, secondo un proprio metro, si è fatto un’idea. Per una folta schiera (sottoscritto compreso) non si tratta certo di opinioni positive. Quello che preoccupa, comunque, tornando all’aspetto giuridico, è la sua ipotetica furberia, disonestà. Qualcuno potrebbe obiettare che sarebbe sufficiente affidarsi alle sentenze dei tribunali per sgombrare il campo da dubbi e perplessità, ma la storia ci insegna che l’uomo è ambiguo, fallace, corruttibile. Si è inventato le prescrizioni, le false testimonianze, le scappatoie, e tutto questo non contribuisce certo al raggiungimento della verità.
E’ pensiero comune, universalmente riconosciuto, che l’unico vero depositario della verità’, fautore della vera giustizia, quella che milioni di comuni mortali invocano nell’incertezza ed individuano quale ultima e risolutiva, è il Padreterno.
Interpretando le legittime aspettative di tante anime, poco propense ad aspettare la propria dipartita quale unica condizione per sperare di soddisfare certi inquietanti interrogativi (ammesso che certi segreti vengano a essi svelati; eventualità tutt’altro che scontata); CHIEDO, consapevole dell’originalità della mia richiesta (ai limiti dell’empietà)
Cara Entità celeste che mi stai ascoltando.
Edotto e rispettoso della tua scelta di non interferire, almeno non palesemente, sul nostro operato, propositi, disposizioni o intendimenti che siano, di consentirci di operare in regime di totale libero arbitrio.
Consapevole del fatto che ciò che sto per chiederti, non solo stride col clima tolleranza ed umana solidarietà che normalmente s’instaura durante il periodo natalizio, ma rischia anche di sollevare forti perplessità e dissensi tra i miei lettori, a causa del tono provocatorio della mia richiesta.
Ansioso di capire chi tra due soggetti (per la precisione: uno da un lato e due dall’altro) che attualmente occupano i principali spazi di cronaca (elementi di rilevante interesse giudiziario finiti in totale contrapposizione tra loro, provocando uno stato di estrema tensione sociale e nevrosi collettiva), dice la verità e chi mente.
Potresti, con un criterio di ovvia condanna per chi si è macchiato del reato di falsa testimonianza, con tutto quello che di enormemente grave ne consegue (impunità comprese), incenerire uno tra Gaspare Spatuzza o il duo Dell’Utri, Berlusconi?
Grazie anticipatamente da parte mia e di qualche migliaio di miei connazionali.

P.s: Sappi, senza alcun tentativo di condizionamento, che io apprezzo enormemente e sostengo le persone che intraprendono il lodevole percorso della conversione.

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