A te che lo reclami,
degno, indegno,
lacunoso.
A te, recluso a vita
per incauta suggestione.
A te che scruti le viscere,
soffri i risvegli.
E’ inutile smaniare,
segnare affinità.
Non conta ornare il tempio.
Quel rogo che divampa
all’improvviso tra le sterpi,
a scandire le delizie della vita,
le fortune,
non ha autori né profeti.
Brucia ai margini dell’Eden,
tra i rifiuti.
Partorisce arcobaleni.
Scalza demoni striscianti.
Detta al fato.
Avverto un interesse per la storia Joe. Credo che conoscere il nostro passato, l’evoluzione dell’uomo, sia l’unico mezzo per dare una risposta a tanti quesiti, comprendere meglio la nostra condizione attuale: chi siamo, dove ci troviamo …
- Nella merda Fred, e per sua natura credo che l’uomo lo sia sempre stato, sin dalla notte dei tempi. Capire come ci siamo finiti, o perché non ne siamo mai usciti fuori, non lo considero tanto interessante, tantomeno utile, dal momento che pochissimi ne hanno tratto insegnamento. –
Potresti trarlo tu.
- A che scopo? Io non ho il potere di condizionare gli eventi, e poi non essendo né storico né biologo, non m’interessano né le analisi del passato né quelle delle feci -
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perchè l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio.
E’ una barca che anela al mare eppure lo teme.
Quando si è afflitti da vicissitudini, soprattutto esistenziali, e non si vive in armonia con il mondo, si è meno disponibili ad ascoltare, tutto sembra ordinario, insignificante, convenzionale, prestabilito. Le parole assumono i connotati della retorica, delle frasi fatte. Non si pone l’attenzione dovuta a quello che ci viene proposto, soprattutto dagli amici . Il preconcetto che nulla possa contribuire a migliorare il nostro stato d’animo, che tutto ciò che c’è da dire è già stato detto, ci condiziona, ci limita, ci emargina, ci esclude, eppure spesso ci si imbatte, casualmente o meno, in storie davvero particolari. Esperienze di vita profonde che ci spingono inevitabilmente a meditare, aldilà di ogni nostra ritrosia: dei veri e propri insegnamenti.
Il video di youtube che segue è l’ultima lezione tenuta da Randolph Frederick Pausch, professore di informatica all’Università di Pittsburgh (Pennsylvania); prossimo alla morte a causa di un cancro al pancreas. Una bellissima e commovente conferenza che mi offro e vi propongo in occasione del mio compleanno (6 ottobre).
Quelle che seguono sono alcune delle sue frasi più significative, meritevoli di assoluto rispetto.
” L’esperienza è ciò che ottieni quando non sei riuscito a ottenere ciò che volevi”.
” Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri “.
” Quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirtelo, significa che è meglio cambiare aria. Chi ti critica lo fa perché ti ama e ti ha a cuore “.
” Mi lamentavo con mia madre di quanto fosse difficile quell’esame all’università, e di quanto fosse spaventoso. Lei si inclinò verso di me, mi diede un buffetto sulle spalle e mi disse: «Sappiamo bene come ti senti, tesoro, ma ricorda, tuo padre alla tua età combatteva contro i tedeschi» “.
” Sto per morire e mi sto divertendo. E continuerò a divertirmi ogni giorno che ancora mi resta da vivere. Perché non c’è un altro modo per farlo “.
” Non perdete mai la capacità di stupirsi tipica dei bambini. È troppo importante. È quella a spingerci ad andare avanti, ad aiutare gli altri “.
” Ho una mia teoria sulle persone che provengono dalle famiglie numerose: sono persone migliori degli altri, perché hanno dovuto imparare come andare d’accordo con gli altri “.
” Non si può arrivare in cima da soli. Qualcuno deve aiutarti. Io credo nel karma. Credo che si riceve ciò che si è dato “.
” Non lamentatevi. Lavorate più duramente. Non cedete. L’oro migliore è quello che giace in fondo ai barili di merda “.
” Se vivrete nel modo giusto, il karma si prenderà cura di sé. I sogni verranno da voi “.
” La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità ” (Nota: questa frase è un noto modo di dire, l’ha citata ma non è sua)
” La fortuna ce la creiamo da soli, chi più sa più vale “.
Randolph Frederick Pausch
(Baltimore, 23 ottobre 1960 – Chesapeake, 25 luglio 2008)
Carissimo,
giacché mi hai chiesto in che modo
tu debba applicarti allo studio,
per acquistare il tesoro della scienza,
ecco in proposito il mio consiglio:
non volere entrare subito in mare,
ma arrivaci attraverso i ruscelli,
perché è dalle cose più facili
che bisogna pervenire alle più difficili.
Evita i discorsi inutili;
abbi purezza di coscienza;
ama il raccoglimento e sii cordiale con tutti.
Non essere curioso dei fatti altrui;
non divagare su tutto;
cerca di imitare gli esempi delle persone rette;
non guardare chi è colui che parla, ma tieni a
mente tutto ciò che dice di buono.
Procura di comprendere ciò che leggi e ascolti;
certificati delle cose dubbie
e studiati di riporre nello scrigno della memoria
tutto ciò che ti sarà possibile.
Non cercare, infine,
cose superiori alla tua capacità.
Seguendo questi consigli
produrrai utili frutti
e raggiungerai la meta alla quale tu aspiri.
“Da centocinquant’anni a questa parte,
il migliore governante sono io”.
Linguaggio, logica e scienza
ha dispensato il Padre alle sue fiere.
Conquiste per conquiste.
Simboli taglienti camuffati.
Mission.
Gemme di cioccolata ai tavoli dei fast-food.
Sesso, sesso e ancora sesso.
Logica illusoria, l’Homo Sapiens.
Difesa strumentale della specie,
della natura fisica.
Resta la scienza,
a commentare forme di delirio
dell’uomo fatto Verbo.
Anche l’amore
ha dispensato il Padre alle sue fiere.
L’onore e l’umiltà
a pochi figli.
Sapete chi è un comunista? E’ colui che sostiene, adotta o si ispira ai principi del comunismo, ovvero a quella dottrina economico-sociale che, riconoscendo nella proprietà privata dei beni e dei mezzi di produzione la causa dei contrasti e delle ingiustizie che caratterizzano la società divisa in classi, perviene a teorizzare un tipo di società senza ceti in cui i beni sono di proprietà collettiva.
Che tali intenti, nel corso della storia, siano degenerati o quanto meno non siano stati mai realizzati nella loro interezza, evidenziando una certa inapplicabilità di fondo, è sotto gli occhi di tutti.
Mille ragioni sono state individuate e più volte analizzate, prima fra tutte: una incompatibilità sostanziale con gli umani orientamenti, soprattutto individualistici, che hanno sempre caratterizzato ed amministrato (ahimè!) qualunque attività sociale.
Tornando alla definizione originaria, comunque, limitatamente ad essa, esistono migliaia e migliaia di individui, tra i quali il sottoscritto, che hanno fondato il proprio orientamento politico ed esistenziale riferendosi a quei valori. Valori intrisi di sentimenti di libertà, uguaglianza ed umana solidarietà che solo il Cristianesimo puro ha saputo e continua ad evocare.
Dogmi strenuamente difesi e sostenuti da politici, intellettuali, artisti e gente comune d’ogni ceto ed estrazione di elevatissimo spessore umano e morale.
Premesso questo, immaginate lo stato d’animo di chi ascolta per la prima volta il nuovo paladino della politica italiana nel discorso della sua discesa in campo, il 26 gennaio 1994, nel seguente passaggio (un ritornello, un tormento, un’ossessione) :
- Gli orfani i e i nostalgici del comunismo, infatti, non sono soltanto impreparati al governo del Paese. Portano con sé anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con le esigenze di una amministrazione pubblica che voglia essere liberale in politica e liberista in economia.
Le nostre sinistre pretendono di essere cambiate. Dicono di essere diventate liberaldemocratiche. Ma non è vero. I loro uomini sono sempre gli stessi, la loro mentalità, la loro cultura, i loro più profondi convincimenti, i loro comportamenti sono rimasti gli stessi. Non credono nel mercato, non credono nell’iniziativa privata, non credono nel profitto, non credono nell’individuo. Non credono che il mondo possa migliorare attraverso l’apporto libero di tante persone tutte diverse l’una dall’altra. Non sono cambiati. Ascoltateli parlare, guardate i loro telegiornali pagati dallo Stato, leggete la loro stampa. Non credono più in niente. Vorrebbero trasformare il Paese in una piazza urlante, che grida, che inveisce, che condanna.
Per questo siamo costretti a contrapporci a loro. Perché noi crediamo nell’individuo, nella famiglia, nell’impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell’efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà. –
E come se mi avesse detto:
“Povero illuso, testa di cazzo, che hai buttato i migliori anni della tua vita inseguendo un’illusione. Che hai letto quel sovversivo di Gramsci. Che hai ascoltato i discorsi di un ciarlatano, filosovietico, reazionario, imbonitore di folle come Enrico Berlinguer. Che hai sperato inutilmente che tra i suoi successori vi fosse almeno uno che potesse raccolgliere la sua misera eredità. Che anziché perdere il tempo ad organizzare le feste dell’Unità, ti fossi seduto comodamente, come tanti tuoi coetanei avellinesi, al banchetto di corte, tu che hai avuto l’immensa fortuna di risiedere a due passi dal palazzo del comando.”
Avrà avuto anche ragione, chissà, eppure: non posso farci niente, mi è risultato antipatico dal primo giorno, e nonostante tutti gli innumerevoli e consistenti vantaggi che il nostro paese ha tratto dalla sua saggia, generosa e disinteressata gestione, continua ad essermi antipatico. E’ normale?
E quando incauta
in un vortice voluttuoso
d’ali e d’artigli
verrai a succhiarmi le labbra
l’infida lingua tua
saprà leccarmi
piaghe d’ansia e ferite
d’aspro sgomento
stimmate sull’animo mio
che disperato
ti bramava ormai insano.
In disadorno abbandono
l’alito di suadenti parole
che verrai a sussurrarmi
scenderà giù nei meandri
della mia mente rapita
a ridestarvi sogni e memorie
incubi gelidi e resti
consunti d’agonie
vissute e vinte in extremis.
Avide l’unghie tue stasera
cercheranno i miei polsi
per sommettermi ignudo alla resa
d’ogni mio impulso vitale
ma nella stretta avvinti
nascerà amara la voglia
d’allacciare corpi e sospiri
sangue e lacerazioni
in un violento ultimo rogo
di sfrenate passioni.
Resterà in alto la luna
e gli ululati di belve in calore
grandine e neve nell’aria
e s’alzerà il vento sul litorale
e l’onde verranno a frangersi
gonfie d’orgasmo e d’ira
sui lividi scogli
delle mie spoglie illusioni.
E sarà allora
tra le frasche d’un greto
dopo un volo in un vicolo cieco
contro un muro tra i sassi
o sul viscido pavimento del cesso
d’una stanza in affitto
d’un oscuro albergo diurno.
Difficile sarà respingere
sull’orlo dell’orrido abisso
il tuo maligno disegno.
Vano amplesso incestuoso
Sorella Morte stanotte
non te n’andrai delusa.
Pensa Joe quanti spunti di riflessione offre facebook: filosofici, artistici, psicoanalitici, sessuali.
- Per questa ragione Fred, c’è chi lo considera: un’agorà, un laboratorio, uno spazio di recupero o un puttanaio. -
Sai cosa credo Joe, che le persone mutevoli siano un pericolo per se e per gli altri. Meno quando sono euforiche.
- Ti sbagli Fred, è proprio in quei momenti che rischiano le peggiori figure. -
Ti confesso una cosa Joe. Ho una paziente davvero affascinante che mi attira tantissimo. E’ una persona molto divertente ed ironica, con la quale dialogo volentieri di qualunque cosa. Giorni fa, però, m’ha rivolto una domanda sui miei legami familiari. Secondo te, cosa posso aspettarmi da lei?
- Aspettati di tutto, Fred, tranne che una storia d’amore. Le storie d’amore non iniziano con quelle domande, anzi, non iniziano con delle domande: iniziano e basta. -